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15 giugno 1963

Pag. 19 Rinascita

L ' a r r i v o a Roma d e l cardinale Wy s z y nski

— la soluzione non sarebbe affatto irrealizzabile.

Una tappa ulteriore potrebbe essere raggiunta

in avvenire su questioni più grandi, di carattere in-

ternazionale. M i riferisco all'allacciamento d i rap-

porti fra lo Stato popolare e la Santa Sede. Quella

che è venuta maturando è una occasione storica

che non dovrebbe essere trascurata anche se ciò

comporta precisi doveri per il governo e per l'Epi-

scopato. I l dovere è quello di mettere ordine nelle

relazioni attuali fra lo Stato e la Chiesa sulla piat-

taforma d i un reciproco rispetto, così come s i è

espresso Giovanni X X I I I nell'udienza che mi ha

accordato: i l governo fa senza dubbio molto bene

per la Polonia e perciò deve essere rispettato, d'al-

tra parte i l potere deve rispettare l a religione e

assicurare la libertà di sviluppo della vita religiosa.

Onorevole Parlamento!

Intervenendo nel rapporto che è stato tenuto

dal

premier

mi sono permesso di indicare le pro-

spettive e le possibilità di un accordo Era il Vaticano

e la Polonia, fra lo Stato e la Chiesa. Noi crediamo

che, malgrado tutto, tali rapporti possono divenire

migliori e più favorevoli per i l bene della Polonia

eper quello della Chiesa. Voglio sottolineare che i

cattolici polacchi desiderano in questo campo pace

estabilità.

(1) G r u p p o Sn a k é l a denominazione assunta d a l

gruppo d e i deputati cattolici a l Parlamento polacco.

Snak

è

i l

titolo della rivista che pubblica a Varsavia

il club degli intellettuali cattolici.

Jerzy Turowiez

Sensodell'encielica "Pacem in Terris"

Quella c h e segue è l a p a r t e f i n a l e d e l r e d i -

toriale c h e J e r z y T u r o w i c z d i r e t t o r e d i T y -

godnik P o w s z e c h n y, i l

s e t t i ma n a l e u f f i c i a l e

del cattolicesimo polacco, h a s c r i t t o d o p o l a

nubhlicazione d e l l ' En c i c l i c a p a p a l e P a c em i n

Terris. Qu e s t o e d i t o r i a l e è apparso s u l g i o r -

nale d e l 5 ma g g i o 1963, l o stesso che h a p u b -

blicato i t discorso d i J e r z y Zaw i e j s k i .

1/CODNINMSZICION

. . • 1 { • • •

Che cosa v i è d i nuovo nell'Enciclica?

D i

nuovo vi è innanzi tutto il fatto che Giovanni

XXIII,

adifferenza d i ciò che era accaduto

per le altre

encicliche, si indirizza non solo ai cattolici

ma

a

tutti gli uomini d i buona volontà. Possiamo

ben

dire che l'appello è stato ascoltato. Raramente uno

scritto papale ha incontrato una approvazione così

generale e unanime proprio da parte degli uomini

di buona volontà, senza considerazioni per le loro

convinzioni religiose, filosofiche o politiche. Se v i

sono state qua e lä voci di scontento. o di disap-

provazione queste si sono levate quasi esclusiva-

mente fra gli

ultras

ed i fascisti di tutte le risme,

fra i sostenitori e gli ideologhi della guerra fredda

e non soltanto fredda. Del resto sono l e stesse

persone che avevano reagito al precedente docu-

mento di Giovanni XXI I I agitando lo slogan: « Ma-

ter si, Magistra no ».

La seconda novità — e contemporaneamente la

causa di quella generale approvazione — è data dal

fatto che Giovanni XX I I I si è pronunciato i n f a

yore di una durevole pace nel mondo richiamandosi

solo raramente ai concetti della Fede e della Rive-

lazione. Non c'è i n questo atteggiamento la p i ù

piccola traccia di « minimalismo ».

Giovanni XX I I I voleva che la sua voce giun-

gesseanche a quelli che non conoscono o non rico-

noscono la Rivelazione. Egli sa bene che la questione

della pace, la questione dei rapporti fra gli uomini

dipende dall'ordine naturale, i l quale non sostie-

ne né affatto sostituisce quello della Grazia ma

soltanto lo completa. La esistenza del diritto na-

turale e la sua obbligatorietà — benché più di una

volta siano state messe in discussione dai teorici—

penetrano sempre più profondamente nella coscien-

za collettiva e si appoggiano sul fondo di un sen-

timento crescente dell'unità del genere umano e

della necessità d i trovare delle forme istituzionali

per questa unità.

Un esempio lampante di ciò sono state le sen-

tenze del Tribunale internazionale d i Norimberga

contro i crimini di guerra, la giustezza delle quali

non solleva alcun dubbio ma per le quali è difficile

trovare un'altra giustificazione al di fuori di quella

della forza del diritto naturale.

Giovanni XX I I I sa che la pace non pub uscire

perfetta dalla testa d i Giove e che, d i fronte alla

minaccia dello sterminio atomico, non bastano gli

appelli e neppure gli ammonimenti. Pertanto, egli

intende appoggiare la pace su fondamenta solide,

su quattro colonne: la verità, la giustizia, l'amore

e la libertà,.

Al preciso insegnamento d i questi principi i l

Papa dedica gran parte della sua Enciclica, trattando

con ammirevole chiarezza di logica costruttiva dei

rapporti fra gli uomini, le collettività e l'intera uma-

nità. è qu i una questione caratteristica: pre-

sentando ciò che s i potrebbe chiamare l a teoria

dell'ordine fra gli uomini e fra l e nazioni, Gio-

vanni XX I I I torna costantemente alle radici del-

l'ordine durevole, alle radici de l diritto e della

dignità della persona umana. Non è forse questo

un insegnamento nuovo per l a Chiesa ma e l a

prima volta che tale insegnamento viene formulato

in modo tanto chiaro ed esplicito dal magistero

cattolico. Ecco perchè l'enciclica

Pacem i n Terris

pub essere considerata la Magna Charta del perso-

nalismo cristiano o addirittura de l personalismo

tout court.

Infine i

noviem

più importante lo troviamo nella

parte finale dell'Enciclica, lä ove Giovanni XX I I I

passa dalla formulazione dei principi all'applicazione

di essi, alla formulazione dei postulati più concreti,

alla trattazione dei problemi più scottanti del no-

stro Leinpo.

Qui non c'è equivoco. Giovanni XX I I I afferma

chiaramente che si deve salvare il genere um ino dalla

minaccia di distruzione; afferma che gli erArimenti

atornici minacciano di per se stessi la vita umana;

mette in guardia dalla possibilità dello scoppio della

guerra per errore; sottolinea che la corsa al riarmo

ed i l principio dell'equilibrio delle forze — ossia

dell'equilibrio del terrore — possono condurre alla

catastrofe; esige un disarmo generale sotto un effi-

cace controllo nonchè i l divieto dell'arme atomica.

Giovanni XX I I I è un realista; sa che il raggiun-

gimento di una pace stabile, l a liquidazione delle

attuali tensioni, dei conflitti e delle divergenze non

cosa facile. Egli sa che non bastano i mezzi tecnici,

che il disarmo militare non è possibile senza i l di-

sarwo degli spiriti, che la pace fra gli uomini e fra

i popoli non ci sarà se il disarmo non penetra nel-

l'anima

Il Papa è contemporaneamente ottimista: egli

crede che la ragione vincerà e rinnova pertanto l'ap-

pello per una soluzione negoziata di tutti i problemi

in contestazione, afferma d i appoggiare le Nazioni

Unite e, di più, ne esige il rafforzamento e la loro

trastormazione in qualcosa che put) essere assimilato

ad un governo mondiale. Ed• è la prima volta che

affermazioni d i tal genere escono dalla bocca d i

un Papa.

Nel suo realismo Giovanni XX I I I va ancora più

in lä. Egli sa che una pace duratura ha per base

la verità ma sa pure che, d i fronte al pluralismo

ideologico del mondo odierno, non è possibile r a t

giungere in un breve lasso di tempo l'unanimità di

pensiero. Per questo egli afferma chiaramente il prin-

cipio della coesistenza pacifica delle differenti ideo-

logie. Per questo infine, nel testo del magistero della

Chiesa, non soltanto si sottolinea i l principio della

libertà di coscienza come base della tolleranza verso

le differenti concezioni del mondo, ma si afferma la

necessità di introdurre una differenziazione fra l o

errore e l'errante, e si sostiene che anche dagli errori

delle teorie illosoliche possono svilupparsi movimenti

sociali o politici che portano nel mondo valori

positivi.

Da tutto ciò il Papa trae delle conclusioni: sul

piano della realizzazione di obiettivi concreti quegli

incontri che sino ad ora sembravano sconvenienti e

sterili possono oggi dimostrarsi desiderabili e fertili.

Mettiamo i

punti

sulle i. Un'attenta lettura del-

Biblioteca Gino Bianco