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Rinascita pag. 18

te al nazismo nella delicatissima slera dell'am-

minisiraztone delle province ecclesiastiche. Col

primo alto — appena tre mesi dopo l'aggres-

sione nazista — i l Vaticano aveva allidato la

amministrazione della diocesi polacca di Chel-

inn° al vescovo tedesco di Danzica. Col secondo

atto, indubbiamente molto più grave, i l Vati-

cano aveva puramente e semplicemente aced-

tato di applicare nel campo religiovo la discri-

minazione razziale richiesta dai nazisti. Infant

la archidiocesi di Gniesno e Poznan era stata

divisa in due: i l tedesco monsignor Breitinger

aveva assunto l a cura delle « anime tede-

sche » mentre all'arcivescovo polacco Dynak —

ridotto a l rango d i amministratore apostolico

— era rimasta quella delle «anime polacche ».

Da allora non c i sono più stati rapporti of-

ficiali fra Varsavia e il Vaticano.

Il viaggio a Varsavia del cardinale Koenig

e i root incontri con alcuni dirigenti dello Stato

polacco non dovrebbero restare senza effetti

ai fini d i una ripresa delle discussioni su tale

delicato problema.

La ricerca della soluzione si presentava già

difficile per vari motivi prima della morte d i

Giovanni XX I I I . La mancanza di un trattato

di pace con gli Stati tedeschi e la conseguente

assenza d i un formale accordo internazionale

sulle kontiere, riconosciuto da tutti gli Stati,

ha sino ad oggi fornito al Vaticano la giustifi-

cazione ufficiale per l'assenza dei negoziati. ( E '

forse interessante ricordare qui che l'Annuario

pontificio 1963 indica la provincia ecclesiastica

polacca d i Danzica come diocesi della Città

libera di Danzica).

Tuttavia le possibilità di superare /'impasse

giuridica formate non possono mancare se si

pensa che ambedue gli Stati tedeschi intratten-

gono contemporaneamente relazioni diplomati-

che a differente livello con numerosi paesi.

L'impasse era soprattutto politica e consiste-

va precisamente nella posizione filogermanica

della Curia e in quel non voler tenere conto

della nuova realtà che la forza dello schiera-

mento socialista ha creato nel centro dell'Eu-

ropa. Se i l viaggio d i Koenig a Varsavia ha

voluto dimostrare che alla dichiarazione di buo-

na volontà del papa ora scomparso, a proposito

delle terre occidentali polacche, la diplomazia

vaticana intende dare un seguito non equivoco

e se l'indirizzo non sarà mutato dal successore

di papa Roncalli, allora anche le difficoltà che

ancora sorgono sulla via dell'accordo potranno

essere superate.

Franca Rertone

Jerzy Zaw i e j s k i , leader cattolico memb r o d e l P a r -

lamento polacco

15 giugno 1963

Jerzy Zawiejski

Possiamo risolvere le controversie

Quella c h e s e g u e è l a p a r t e f i n a l e d e l d i -

scorso p r o n u n c i a t o d a J e r z y Z a w i e j s k i a l l a

seduta d e l P a r l ame n t o polacco d e l 2 9 m a r z o

1963, p u b b l i c a t o i l 5 m a g g i o successivo d a l

settimanale

c a t t o l i c o T y g o d n i k P ow s z e c h n y.

Nella p r i m a p a r t e d e l d i s c o r s o Z a w i e j s k i

interviene suite questioni economiche solle-

vate i n u n discorso d e l presidente d e l Consi-

glio J o s e f Cy r a n k i ew i c z . Me l i a seconda p a r t e

Vora tore riferisce alla Camera sull'udienza che

Zi v e n n e accordata d a p a p a G i o v a n n i X X I I I ,

nel c o r s o d e l l a a u r a e f u r o n o a f f r o n t a t i , f r a

l'altro, i p r o b l em i d e i r a p p o r t i d e l Va t i c a n o

con la Polonia e detratteggiamento dei catto-

lici e delta gerarchia polacca verso i l g o v e r n o

socialista. A conclusione d i questa u l t i ma p a r -

te d e i s u o discorso Z a w i e j s k i h a d e t t o :

Le nuove tendenze della Chiesa sono orientate

verso la vita della collettività umana come essa si

rappresenta in un dato momento e in date condi-

zioni, senza atteggiamenti di opposizione di fronte

ai processi della storia. Si aprono pertanto nuove

e più vaste prospettive per la Chiesa e per gli Stati

che sono interessati ai rapporti con essa. Una prova

di questo nuovo tipo di rapporti è già stata presen-

tata al mondo dalla Repubblica popolare polacca la

quale ha stabilito sin dal 1950, con l'Episcopato po-

lacco un accordo sui reciproci doveri. Quella prova

non e stata sempre favorevole ma, malgrado tutto,

stato fatto uno sforzo per risolvere questo impor-

tante e difficile problema...

I rapporti fra lo Stato e la Chiesa non si svol-

gono sempre in maniera favorevole da noi e qual-

che volta sono diventati non buoni. I o e i miei

colleghi de l Gruppo Snak ( 1 ) siamo partigiani

ferventi di buoni rapporti che si sviluppino nell'in-

teresse reciproco dello Stato e della Chiesa è non

abbiamo perduto la speranza che una fase favore-

vole si sostituirà alla fase critica d i . tali rapporti.

Secondo l a mia opinione esistono oggi delle

condizioni eccezionali che inducono a mutare l e

attuali posizioni e vorrei che le due alte parti i n

causa riconoscessero che tali eccezionali condizioni

si sono

create

durante i l pontificato d i Giovanni

XX I I I e durante i l Concilio ecumenico i l quale

e stato convocato non per condannare chicchessia

ma per suscitare la concordia e l'unità.

Onorevole Parlamento!

Nella convinzione che questo particolare mo-

mento storico richiede delle importanti decisioni

generale durante i l pontificato di Giovanni XX I I I

Documenti

mi permetto di formulare una domanda: « Non.è

venuto i l momento di superare gli attuali conflitti,

di dimenticare il rancore, di risolvere le controversie

edare vita a nuovi accordi in armonia con le nuove

tendenze della Chiesa? ». Del resto nei regimi dei

paesi socialisti si odono voci, si manifestano tea-

danze e si odono giudizi mutati su numerose vitali

questioni, dunque anche sulle questioni religiet

e sul loro significato per la vita dell'uomo e della

società.

A mio giudizio gli uomini politici responsabili

del campo dei paesi socialisti hanno superato da

tempo la questione di sapere se la religione

ed

i l

popolo credente siano i l nemico del regime socia-

lista. Questo e uno dei miti che non trova riscontro

nella realtà. Gli uomini credenti, allo stesso modo

di quelli che non credono, costruiscono l o Stato

socalista e se i sentimenti religiosi non soccorrono

aquest'opera d i costruzione sicuramente non L t

disturbano. I o sono del resto convinto che in nes-

sun regime la religione pub

essere

distaccata dalla

vita e

che

la Chiesa pub svilupparsi i n un regime

socialista allo stesso modo i n cui s i sviluppa i n

ogni altro regime: tutto ció è stato compreso dalla

Chiesa e dall'attuale pontefice.

Non voglio dire che fra cattolicesimo e socia-

lismo non esistano più delle profonde differenze di

concezioni; queste esistono! Ma accanto alle dif-

ferenze v i sono per t u t t i g l i uomini delle cose

comuni: ad esempio le questioni nazionali e statali.

In questo campo delle relazioni nazionali e sta-

tali i n cui desidero rimanere si tratta i n grande

misura di un problema di fiducia, di questo fattore

di natura morale che ha un così grande significato

nei rapporti fra gli uomini e nel campo politico.

Sappiamo per esperienza che nelle questioni interna-

zionali è proprio i n base alla fiducia o alla man-

canza di essa che gli accordi e le speranze vengono

allacciati o vengono distrutti.

La fiducia non dipende soltanto dalla comune

lingua dello spirito e d i essa possono ed anzi

debbono servirsi anche i materialisti e i razionalisti.

Questo è un concetto concreto, basato sulla verità.

Esiste la fiducia che si dä a credito, la fiducia che

si basa sull'esperienza, che è legata alle azioni e ai

fatti. No i cristiani siamo legati all'obbligo della

fiducia a credito, quella che si fonda sul rispetto

per la persona umana, sul rispetto dovuto a ogni

uomo.

La domanda che i o ho posto ha l o scopo d i

invitare alla soluzione dell'attuale difficile situazione.

Durante la crisi cubana, nella sua orazione volta

alla salvezza della pace, il Papa ha detto: « Condurre

sempre negoziati e ad ogni livello; questo è il prin-

cipio della prudenza e della ragione che attira su

di sé la benedizione del Cielo e della terra ».

Si tratta perciò d i condurre trattative i n uno

spirito di reciproca comprensione e di rispetto mu-

tuo, tese a scaricare la tensione e ad aiutare una pa-

cifica e concreta ricerca di accordi. Queste conver-

sazioni sulle questioni generali e di principio sono

indispensabili e urgenti. Pub) darsi che nasca da esse

la necessità d i definire uno statuto della Chiesa

intesa come un'istituzione della società e la neces-

sità di formulate un nuovo accordo nel quale siano

ancora una volta precisati i reciproci diritti e doveri.

L'idea d i vitali7zare i rapporti fra l o Stato e

la Chiesa deve fondarsi sul rispetto dei reciproci

diritti. Da parte del governo ciò deve significare

l'assicurazione delle condizioni di attività della Chie-

sa e i l rispetto delle concezioni dei credenti. Da

parte della Chiesa ciò deve significare la cura degli

interessi del nostro Stato, i l rispetto per i non cre-

denti e la collaborazione con essi sul terreno sociale.

Per la Chiesa la questione più importante è quel-

la del libero insegnamento della religione, la pos-

sibilità di uno sviluppo della cultura cattolica. Per

lo Stato e importante che la Chiesa influenzi i fe-

deli sul piano morale affinché compiano i loro doveri

verso lo Stato, che insegni il rispetto per il governo

e l e sue leggi, che assuma una posizione attiva

verso i problemi più importanti per lo Stato, come

la difesa dei nostri confini sull'Oder-Neisse e come

la questione della pace e del disarmo universale.

Va detto che, per quanto riguarda i l confine sul-

POder-Neisse e numerose altre questioni — nella

situazione storica che si è creata al Concilio e in

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