Settimanale diretto da Palmiro Togliatti
N. 24 - anno 20
Sabato 15 giugno 1963
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Campagna della stampa comunista
La nostra diffusione
E' incominciata e continuer-et per alcuni mesi
la campagna che i l nostro partito ogni anno or-
ganizza per raccogliere dalle masse popolari un
aiuto materiale, che consenta la vita e il raffor-
zamento della nostra stampa e per estendere sera-
pre più la sfera della sua diffusione e della sua
lettura. Nessuno nega che si tratta di una cam-
pagna indispensabile per lo sviluppo del partito
stesso. Sarebbe però altrettanto errato negare che
questa campagna si propone obiettivi di ordine
generale, vitali per i l progresso della vita dento-
cratica del nostro Paese; che essa ha quindi un
contenuto e un valore nazionali.
Nè si tratta soltanto di affrontare, sotto un
angolo particolare. il problema della troppo scar-
sa diffusione e lettura della sta rupe quotidiana,
soprattutto i n alcune regioni italiane. Si tratta
di ciò che viene letto, e cioè del modo e del
contenuto della informazione accessibile alla mag-
gior parte della popolazione italiana. Basta sot-
toporre a una osservazione anche superficiale il
contenuto di notizie e commenti pubblicati dai
cosiddetti grandi quotidiani di informazione, per
giungere a conclusioni gravi. Chi si accontenti
— come fa la geizte comune — della lettura di
uno di questi quotidiani, è sistematicamente pri-
vato della conoscenza della verità. Le notizie
più importanti, decisive per l a conoscenza del
mondo e per l'orientamento delle menti umane,
sono sempre date in ni odo tendenzioso, mutilate
di particolari essenziali, travisate non da un cont-
memo più o meno legittimo e sein pre riconosci-
bile, ad ogni modo, ma da quella sottile arte
del silenzio o della falsificazione che è domi-
nante nel giornalismo borghese, in quel giorna-
lismo che è, dalla prima parola e dalla prima
scelta sino all'ultima, lo strumento di un dominio
di classe, economico, politico, sociale. Fa ridere
che nel mondo cosiddetto occidentale si rimpro-
veri a i paesi socialisti l'assenza d i una liberal
di stampa, quando si sa quale sia il grado di as-
servimento cui è sottoposta tutta o quasi tutta
la stampa quotidiana dei grandi paesi capitalisticif
Nel passato, questo era un tema cui ricorreva
continuamente la propaganda del movimento ope-
raio. Oggi lo si è purtroppo alquanto dimenticato,
forse in conseguenza del fatto che, in Italia, i l
quotidiano comunista ha toccato tirature tali che
nemmeno potevano essere sognate al tempo dei
primi organi di stampa socialisti e comunisti. Ma
questa dimenticanza è un errore, perchè abban-
dona a un lento processo spontaneo quel pro-
cesso di liberazione dei lavoratori dalla menzo-
gna politica che tra di essi diffonde e alimenta
la stampa pagata dai padroni. Si riprenda Fazio-
ne sistematica di smascheramento e lotta in que-
sto campo, se si vuole che la campagna per la
stanipa sia cif?, che deve essere e dia tutti i frutti
che deve dare.
Ma per noi, per la nostra rassegna settimanale,
come stanno le cose? I l campo d'azione è qui
molto diverso: diversi perciò gli obiettivi del-
l'azione. L'opera d i disin formazione e avvelena-
mento dell'opinione a vantaggio dei gruppi domi-
nanti viene continuata dai rotocalchi, i quali però
adempiono anche, a modo loro, una indispensa-
bile funzione d i avvicinamento tra gli uonzini,
attraverso la diffusione della cronaca fotografica.
Quando si sale al livello della rassegna settima-
nale o mensile di dibattito politico e culturale
un certo grado di serietà diventa quasi necessa-
rio. Fa eccezione i l partito democristiano che,
ufficialmente, è rappresentato da una specie di
bollettino di sacrestia a formato grande; che la-
scia però il posto a una discreta schiera di organi
e organetti d i corrente, d i valore assai diverso
l'uno dall'altro. La volgarità e scemenza dell'agi-
tazione anticomunista la si ritrova certo anche
in settimanali e mensili di molto sussiego; ma
questa agitazione è certo meno efficace, anche
perchè le tirature sono molto ridotte. Nel com-
plesso e su scala nazionale, la nostra rassegna
occupa per riconoscimento comune uno dei primi
posti. E' certo che nessuna delle pubblicazioni
settimanali o mensili che si collocano al nostro
livello raggiunge la nostra tiratura, che tutte ci
invidiano, consapevoli che non riusciranno mai
a toccarla. Eppure, d i questa tiratura noi non
siamo soddisfatti, non possiamo esserlo e lo di-
damo apertamente, spiegandone anche i niolivi
in modo esplicito.
Se noi ci accontentassimo di essere uno degli
organi del dibattito politico, che si collochi tra
Palmiro Togliatti
(Continua in 2 pagina)
Sommario
P. 3 Gian Carlo Pajetta
I comunisti e Santa Rosalia
5Miriam Mafai
1
potere doroteo
7
Attilio
Esposto
L'azienda contadina
9Gianfranco Corsini
La
nuova rivoluzione americana
11Giorgio Signorini
Una ipotesi di unità per
la
sinistra francese
12Massimo Robersi
Le false riforme dello Scià di Persia
14Luca Pavolini
Il Piano ungherese e la democrazia
dal
basso
21Giuseppe Chiarante
Investimenti IRI:
ridimensionare o qualificare?
23Vittorio Strada
Gli evtuscenkologhi
25Antonio Del Guercio
Due tempi di Vespignani
26Luigi Pestalozza
Ali Baba
Ivano Cipriani
Effetto TV
27 Vera Vegetti
Il
I I I Congresso degli scrittori cecoslovacchi
32Palmiro Togliatti
Ricordo di don Giuseppe De Luca
Contadini
• • • • • • S F . . ,
Negri
Apriamo i l dibattito
sulla politica agraria p a g . 7
Alabama: la nuova
rivoluzione americana
p a g .
9
Polonia
Tre testimonianze cattoliche
sui rapporti Stato-Chiesa pag. 17
Evtuscenko
Interrogativi e dibattiti
aOriente e a Occidente
p a g . 23
Biblioteca Gino Bianco




