Lettere
1
5
giugno 1963 p a g . 31 Rinascita
Democrazia
stile PSDI
Caro Direttore,
in questo periodo di cosi intenso di-
battito e d a t t i v i t à politica, sca t u r i t i
dall'esito delle elezioni de l 28 aprile,
penso meriti di essere rilevato un epi-
sodio che investe uno dei p i ù impor-
tanti e gloriosi organismi associativi
dei lavoratori, l e cooperative operaie
di Trieste e de l F r i u l i , provocato da
un atto ufficiale d i un ministro social-
democratico, compiuto ne l periodo d i
interregno, a l l a v i g i l i a d e l l a f o rma -
zione di un nuovo governo.
Mi riferisco alla riconferma del so-
cialdemocratico triestino p r o f . Du l e i
alla presidenza de l l e e Operaie » p e r
un a l t r o triennio, decisa dall'on. Be r -
tinelli i l 9 maggio 1963. i n flagrante
violazione dei più elementari principi
di democrazia e senza consultare, pro-
babilmente, t u t t e l e g r and i organiz-
zazioni nazionali cooperative.
E' noto che rappresenta già u n so-
pruso antidemocratico i l permanere
dell'attuale ordinamento
delle
coope-
rative operaie (erette a Ente murale
come l'Alleanza cooperativa torinese),
non restituite a l l a direzione sovrana
dei 16.675 soci. Questa situazione vie-
ne aggravata ancora da una serie d i
atti e decisioni che culminano con un
decreto di un ministro socialdemocra-
tico, pubblicato due mesi p r ima del-
l'assemblea dei soci della cooperativa,
stabilita per i l 29 giugno, quando an-
cora non sono no t i i da t i d i bilancio
dell'esercizio 1962. I l ministro — se-
condo agenzie d i stampa giuliana
stato pronto a confermare l'apprez-
zamento che viene espresso per l'azio-
ne svolta dal consiglio di amministra-
zione uscente n e l l o scorso triennio,
prima ancora d i conoscere l a situa-
zione di bilancio reale, senza neppure
preoccuparsi d i ascoltare l a voce de-
gli
Si potrebbe obiettare che, i n fondo,
l'on. Bertinelli si e prestato i n forma
ingenua (perché la notizia non poteva
non avere riflessi politici) a favorire
un aderente a l s u o partito. I I p r o -
blema politico n o n puer pe r o
essere
soltanto cosi riassunto, i n quanto l a
decisione de l ministro tende obietti-
vamente ad impedire l o svolgimento
e l a realizzazione positiva d i quegli
atti, g i à intrapresi e prospettantisi
prossimamente i n sede parlamentare.
tesi a promuovere u n doveroso r i co -
noscimento a l d i r i t t o de i cooperatori
del Friuli-Venezia Giulia, e a chiude-
re cosi
definitivamente c o n u n g r a -
vissimo sopruso compiuto dai fascisti.
Si aggiunga poi, che, grazie all'ope-
ra d i u n precedente ministro del La-
voro i l quale approve) nel novembre
1961, u n o s t a t u t o d e l l e cooperative
operaie, a l quale ora s i sono ispirati
membri della maggioranza del con-
siglio di amministrazione della coope-
rativa, e stata stabilita la elezione dei
membri e l e t t i v i d e l consiglio con i l
metodo d e l v o t o espresso p e r corri-
spondenza,
i n f o r ma sfacciatamente
antidemocratica.
La catena degli a t t i paradossali e
inaccettabili si conclude con
un
aspet-
to particolare della tecnica elettorale
per e
corrispondenza s,
pe r cui l'elet-
tore purl) f a r pervenire l a scheda a l -
l'ufficio postale di Trieste al più tardi
entro l e ore 10 de l giorno 1* luglio,
quando l'assemblea dei soci avrà luo-
go il 29 giugno e la distribuzione delle
schede, iniziata i l 3 giugno può per-
mettere l'espressione de l vo t o mo l t o
prime, e senza tener conto dell'esito,
dello svolgimento dell'assemblea me-
desima.
Vediamo cosi i socialdemocratici di-
menticare — pe r non offendere i de-
mocristiani — che i l socialista Valen-
tino Pittoni e stato i l fondatore delle
Operaie, n e l lontano 1903; fingere
di non sapere che nel 1914 gli allora
undicimila soci delle cooperative trie-
stine partecipavano e decidevano del-
le s o r t i d e l l o r o organismo, men t r e
i soci attuali hanno a malapena voto
consultivo; operare per rompere l'uni-
tä del movimento operaio e respingere
ed umiliare le spinte unitarie che ven-
gono espresse nei v a r i campi d i a t t i -
vità e d i l o t t a ; calpestare l e regole
della democrazia nei grandi organismi
di massa, con i sotterfugi e g l i a t t i
di sottogoverno; consolidare e cristal-
lizzare situazioni che la istituenda re-
gione Friuli-Venezia Giulia non av r à
né facoltà legislativa né modo d i cor-
reggere.
Difendere e salvaguardare i d i r i t t i
e i l buon nome d e i sedicimila soci,
nel rispetto de l l e convinzioni po l i t i -
che ed ideologiche di ciascuno di essi,
appare p e r c i ò a n o i comunisti u n
compito essenziale d a affrontare i n -
sieme c o i socialisti e attraverso una
coerente e tenace azione unitaria, i n
opposizione ai soprusi e a dispetto del-
l'anticomunismo di certi campioni del-
la e libertä e della democrazia,.
Saluti fraterni.
Silvino Poletto
Gorizia
Perchè
abbiamo lasciato
la DC
Caro Direttore,
io sottoscritto Mannone A n t o n i -
no d i C i avo l o t t o (Ma r s a l a ) s c r i v o
questa m i a lettera a l e i e a t u t t i i
deputati, per far sentire la nostra vo-
ce
direttamente: de) che scrivo e f r u t -
to dei discorsi con i miei compagni e
amici. Anz i t u t t o devo congratularmi
con l e i e con l a direzione che finora
ci ha saputo indicare la giusta via da
percorrere; e n o i abbiamo compreso
rispondendo u n i t i c o l v o t o d e l 2 8
aprile.
Noi mezzadri e, i n parte, coltivato-
ri diretti non eravamo decisi a vota-
re comunista i n passato; i l nos t r o
cambiamento a favore del -PCI e sta-
to i l 28 aprile perche ci siamo assicu-
rati di quello che stavamo facendo. Un
aiuto a capire ci e venuto dalla radio
e dalla televisione (non abbiamo que-
sti apparecchi d i nostra proprietà ma
andavamo a sentire le trasmissioni) e
poi d a i discorsi c o n ami c i e anche
avversari. Abbiamo perciò seguito l a
politica con molto interesse e quan-
do non abbiamo capito qualcosa a b -
biamo sempre trovato chi c i spiegava
i fatti. Cost sappiamo di Cuba e delle
azioni piratesche degli Stati Uniti, del
fascismo spagnolo e della fucilazione
di Grimau, dell'asse Parigi-Bonn, del-
la minaccia d i distruzione atomica e
tante altre cose.
E poi abbiamo l'esperienza d i quel
che succede da noi: i sindacalisti u c -
cisi i n Sicilia, la mafia che arriva sino
alla candidatura politica e l e nostre
condizioni di contadini. Gli uomini del
governo parlano molto d i e miracolo
economico » m a i o posso assicurare
che i l mezzadro — e i n parte i l col-
tivatore d i r e t t o — della m i a zona,
prima che finisce l'annata resta quat-
tro mesi sotto. Io, per esempio, ho ac-
quistato u n a mo t o -coltivatore n e l l o
ottobre del 1962, ho chiesto la percen-
tuale di aiuto che spetta sui fondi del
<Piano v e r d e , e ancora aspetto i l
contributo come tanti altri. Per l'uva
ammassata i n cantina ( e i l nos t r o
prodotto) ancora aspettiamo i l p r e -
mio del 1960 e le 1150 lire al quintale
di aiuto, stabilito nel mese d i agosto
del 1962. Poi c'e stato l'aumento delle
tasse sui terreni e suite case rurali e
noi c i siamo difesi con u n forte scio-
pero Quando è venuto i l governo d i
centro-sinistra abbiamo avuto un po'
di speranza e p o i stanchi d i essere
ingannati abbiamo deciso d i non da -
re p i ù l a fiducia a l l a DC e d i darla
invece ai comunisti che da venti anni
continuano sulla strada aprendo a n -
che a noi altre strade. Ecco perche og-
gi quando sentiamo parlare di • peri-
colo comunistas ci sentiamo piangere
il cuore, perchä noi siamo onesti l a -
voratori che attendiamo i l f r u t t o del
nostro lavoro e sacrificio, l a vera l i -
bertà e l a vera giustizia sociale. Du-
rante l a campagna elettorale no i d i -
scutevamo d i questo f a t t o : c o l d a -
naro che si spende per le armi si po-
trebbe assicurare u n a buona v i t a a
tutti. Perchä ancora n e l 1963 s i f a
come nel 1930-1935 e tanti connazio-
nali devono emigrare mentre c i s a -
rebbe tanto lavoro nel nostro paese?
Caro compagno Togliatti, ho finito.
Questo mio scritto ha lo scopo di dire
chiaramente alla DC quale ä state l a
sua perdita i l 28 aprile; ogni parola
contro c h i lavora è u n passo che f a
avanti il comunismo. Vorrei anche dire
che dal ceto più basso fino a l più alto
Je cose sono cambiate. Bisogna lotta-
re e anche i nostri avversari devono
capire c h e occorre v en i r c i i ncon t r o
se vogliono ancora tenere u n p o ' l o
sterzo i n mano.
Noi abbiamo affidato l a nostra co-
scienza a l pa r t i t o comunista e a g l i
uomini che l o dirigono, e ci auguria-
mo i n avvenire, con t u t t e l e nostre
forze, di salvare questo nostro popolo
tanto oppresso e salvare l a pace che
e la p i ù bella parola assieme alla l i -
bertà vera.
Un cordialissimo saluto per te e tutti
i nostri compagni deputati particolar-
mente da me e da tutti i miei compa-
gni
e amici che hanno l e t t o i l m i o
scritto.
Antonino Mannone
Ciavolotto (Marsala)
It parere
di Abdel-Malek
Caro Direttore,
vorrei esprimervi l a m i a g i o i a e
la m i a fierezza, c h e sono l e stesse
di t u t t i i nos t r i am i c i e compagni
egiziani e degli altri paesi del mondo
arabo, s i a d i coloro c h e v i vono i n
patria, s i a d i coloro che s i troyano
all'estero, p e r l'importante v i t t o r i a
conquistata dal Partito comunista ita-
liano nelle u l t ime elezioni politiche.
Senza lasciarci i n alcun modo mon-
tare la testa dal successo, vorrei dire
quanto segue. Questa vittoria del po-
polo italiano non appare come un qual-
siasi progresso e tattico,, ma piutto-
sto come i l f r u t t o d'una concezione
profondamente giusta dell'azione po-
litica. Ta l e concezione — che nessu-
no, n e l nos t r o secolo, h a illustrato
meglio d e l vos t r o grande e nob i l e
Antonio Gramsci — ä secondo m e
una concezione naz i ona l e -culturale,
una concezione di principio. Essa ade-
risce intimamente a l l o spirito nazio-
nale e l o porta a coincidere con l a
spinta d e l l a rivoluzione sociale. E '
questo, credo, i l senso de l l a vostra
opera e delle Tesi del X Congresso, e
questo i l vostro contributo alla rivo-
luzione del nostro tempo.
E' consolante veder realizzarsi una
simile v i t t o r i a n e t nome d e i princi-
pi d e l marxismo, aperti a l l a v i t a e
a t u t t i i s uo i apporti, e senza - - •
peraltro — che niente sia stato fatto,
da parte vostra, pe r inasprire l a po-
lemica con l a grande Rivoluzione ci-
nese. Secondo me . i d u e movimenti
socialisti più autentici sono i n atto i n
Cina e i n I t a l i a : l a fedeltà a i p r i n -
cipi. d a u n lato, e dall'altro l a t o l e
profonde r a d i c i g e t t a t e n e l c o r p o
della nazione, portano, i n Cina e i n
Italia, a conclusioni divergenti d a l
punto d i vista della tattica e. a vo l -
te. della strategia. Ma, sotto l'aspetto
metodologico e d i principio, penso
che siamo di fronte a un parallelismo
sostanziale. Ta l e , almeno, e i l m i o
attuale modo d i vedere,
Ecco perché l a vostra vittoria ap-
pare eccezionalmente importante. pe r
affrontare i problemi e f a r l i avan-
zare n e l senso de l l a ragione e d e l
pluralismo.
Colgo l'occasione p e r ringraziarvi
dell'onore che avete fatto a l mi o l a -
yore), Egitto, società militare, citan-
dolo in modo lusinghiero nella vostra
rivista.
Anouar A b d e l - Ma l e k
Parigi
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