L'università libera - 1925 - Anno I - n. 9

L' U N I V E R S J T À L I B E RA 261 E allora si estingua la sete di vivere, si rigettino gioie e do1ori, si annienti letizia e tristezza fino a raggiungere la non triste, non lieta, equanime, savia, perfetta purezza. Solo allora si può comprendere la tragedia della vita, vedere nelle età passate e .trapassate, le anteriori forme di esistenza già vissute, ciascuna coi propri dolori; allora si può rimanere indifferenti a tutto,, indifferenti alla vita che passa e alla morte che viene, indifferenti all'amore ed al dolore ... Allora.è il Nirvana: « Esausta è la vita, cmnpiula la santità, operata' 'l'opera~ non esiste più questo n1ondo ! ... )) , Se il positivista non può accettare/la filosofia• idealista che agita dei fantas1ni, non può ne111n1eno;accettare la << scienza di vita», predicata da Gotamo Buddha. Dalla « volontà di potenza » • scaturisce il concetto di dominio e d'autorità, dalla « scienaz. di vita » buddhista scaturisce la rinuncia. E rinuncia è servitù. Lo stile e la profondità di Gotamo Budd.ho arrivano ad avvincere, ma il positivista che· vede· la vita attraverso la luce della realtà fisica, se anche apprezza il pensiero del grande maestro, non arriva ad esser convinto da ciò che nei discorsi di Buddho è detto. Secondo ta filosofia positivista, gli clemenU della vita sono , due: la forza e la materia. La materia; sotto 'l'influenza, della forza, si compone, si dissolve e si ricompone a seconda di speciali leggi di natura. Il mondo è quello che è ·ed il dolore è una conseguenza della vita .. , Negare la vita per uccidere il dolore è un assurdo, poichè la vita non è in potere degli uomini. La ~vita ·è nelle cose, ed è innegabile che il e< suicidio universale 1) non arriverebbe a fermare il corso del sole e delle stagioni.· Scom- , parso l'uomo dalla terra, la sua materia riapparirebbe sotto altri aspetti, ·e la legge d'evoluzione potrebbe anche far riviverè il suicida. • , L'essenziale è di nobilitare il dolore nobilitando la vita: questo l'idealismo dei positivisti, E siccome la vita, presa nel suo concetto più nobile, è cammino verso la perfezione; e siccmnc questo ,cammino è lotta perenne di superamento, non si deve .sottrarsi alla lotta, ma si deve essere militi coraggiosi e disinteressatì nella grande milizia che vuol •guidare l'uomo verso il meglio. Tale milizia non sempre è attesa dalla vittoria:. Il mondo è composto di bene ·e di male e a volte il male soffoca il bene. Ma cos'è una battaglia perduta, cos'è la disfatta d'una· generazione al confronto della lotta eterna che dura da secoli e da millenni e che durerà ancora •altri secoli, ed altri millenni? Accettiamo dunque la vita e la lotta, anche se portano in grembo il germe del dolore. Perchè attraverso al dolore si arriva alla vittoria ed ogni ·vittoria è un passo verso la perfezione. CAHLO MOLASCHJ.

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