,: U N J V I! n S 1 T À I, I II F. n .\ 117 . Ford prolcsla e sostiene che il suo sisl•ema 1101)porla all'ahbrnlimenlo del lavoratore. « Gli operai guadagnano poco - dice il Ford - pere/re debbono spendere piit energie per muouersi di q11a e di là per pre11dere materiali o strumenti che non ne im11icghino nel lavoro e{Tellivo: il podismo non e fra gli esercizi che si pagano mollo ». La slandarizzazione dcll'indus~ria, invece, consente di poter corrispondere un maggior salario all'operaio, per' chè, come conseguenza della massima suddivisione del lavoro, la produzione viene fortemente aumentala. L'operaio dà all'azienda le proprie ore di laYOro, lrascor e le quali è libero di dedicarsi a quelle forme cli sv(!go che nicglio si confanno alla sua indole. E siccome in casa non bussa la miseria (infalli Ford dà un'altissima importanza alla questione del salario e applica il principio degli alti salari) così il lavorator•e ha mezzi di applicare la propria intelligenza in cento altri campi e ciò a totale vantaggio del proprio sdluppo fisico ed intellettuale. La .difesa di Ford però non ci convince perchè noi crediamo cbe la « gioia del lavoro» si può avere solo nel lavoro integrale e cioè in quella forma cli lavoro che consente al lavoratore di adoperare non soltanto i muscoli, ma anche l'intelligenza. Il lavoratore deve esser,e il creatore della sua opera. E siamo anche convinti che l'uomo, per vivere sano e felice, non debba mettere una barri-era fra sè e la natura. Il progresso meccanico è indubbia1nenle una buona cosa, 111a una cosa ,nigliore è l'uon10 sano di nervi e di mente che sa e che può godere in piena consapevolezza tullo il bello ch•e la natura offre. Ford, n sostegno della sua tesi, porla anche la testimonianza del grande naluralisla ,fohn Burroqghs il cp1alc ~ avversario deciso e reciso dell'inù11slrialismo - appena messo a contatto col mondo dell'induslrin standarizzata, si convinse che l'indust1'ialis1110 è un hcne. Notiamo però ehe l'illuslre cienzialo non s'è provalo a compiere, per otto ore giornaliere, la monotona faiica dell'operaio « stanclarizzato >. Ha preferito sedersi nell'automobile offertagli dal grande industriale . e girare per le campagne del J'lord America alla ricerca di rarità naturali. Indubbiamente è preferibile viaggiare in ·aulomobilc piullosto che a piedi! Leggendo le pagine del libro nelle quali Ford descrive come si svolge if lavoro nei suoi grandi opifici, ci sembra di essere trasportati in un mohdo d'automi, form'colantc cli ombre. Macchin•e e poi macchine e poi ancora macchine, un groviglio di cinghie i11molo perpetuo, un incrocio di rumori che si ripetono sempre eguali cd all'infinito ... La vila regolata al cronometro nella quale l'uomo, macchina fra !e macchine, non è che uno slrumenlo inerte. E pensare che For·d avversa il bolscevismo perchè dioc che, in Russia, il ltl\'oro non è lihcro e crea la monotonia egualitaria! Questa 11ostra critica alla slandarizzazionc dell'industria non
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