ll6 1.' N I V E Il S I T À L I Il E Il A. « mai la legge fa qLLalche cosa di coslrLLllivo. Essa non pLLÒesser mai nulla pii, che un poliziollo, - è Ford che si esprime testaimente così - onde è perdila di lem1io l'aspellarsi dalle capitali dei nostri stati che esse facciano quello che la legge non è chiamala a fare. Finchè aspelliamo dalla legislazione la cura della povcrla noi vedremo la povertà dilagare e i privilegi rifiorire ». Leggendo questi pensieri qualcuno può credere che Henry Ford sia nemico delle leggi; ma non è così. Henry Ford non è libertario, è s·emplicemente liberista. Egli non nega le leggi come principio autoritario, ma le nega solo in quanto si interessano degli affari privati dei cittadini. Lo Stato rimanga dunque Stato politico e lasci la produzione e gli affari nelle mani dei cittadini. « /I monopolio è male per gli affari, e gli affari non godono bLLona salLLle, come qLLando debbono, a mo' dei pollastri, razzolare un poco per ottenere qualcosa » ••. Da queste massime deriva l'avversione di Ford alla stataliz;azione dei servizi pubblici. l servizi pubblici in mano dello Stato si ammalano di elefantiasi burocratica, e il loro svolgersi, che dovrebbe essePe rapido, si incaglia contro i' cumuli di caria scritta e contro le regole della procedura gerai•chica. Ford avversa anche l'intromissione deHe banche nell'organizzazione industriale. Si sa che Io scopo delle banche non è che quello di speculare; logico quindi che dove i loro amministratori od i loro dekgati arrivano a mettere le mani e l'influenza, il principio speculativo abbia il sopravvento su quello produttivo. La funzione delle banche, secondo il Ford, deve limitarsi al campo del movimento del denaro, e le industrie debbono rimaner lihere da ogni ingerenza estranea, perchè l'azienda, per proceder-e e svolgersi, deve polarizzare tutti gli sforzi intorno alla produzione. Produn,e senipre, in quantiti1 •sempre maggiore ed al massimo hu(\n mercato pcrchè più l'oggetto prodotto può essere alla portata della capacil/1 d'acquisto d'un maggior numero di persone, pii1 ne è facile la ve1Jclita. Di conseguenza l'azienda si l'a potente, si espande, conquista i mercati, dà lavoro ad un numero sempre piì1 grande cli operai, crea benessere, pace famigliare, tranquillità sociale. Organizzazione tecnica del lavoro, o meglio, industria standarizz'a!a o, meglio ancora, industria organizzata sul principio della più alta suddivisione ciel lavoro. Questa l'idea dominante nel gran ma,,e del pensiero - o elci sistema - di Ford. Le idee politiche e sociali che affiorano e che si agitano qua e là, non sono altro che il necessario complemento di questa idea dominante ... Idea fredda che lascia -intravedere uno sconfinato mondo cli ciminiere allineate, cli macchine in perpetuo moto, di uomini che compiono, per otto ore id giorno e con mono\onia· esasperante, sempre l'eguale movimento. Fatica penosa, atrofizzazione dell'inteliello, soffocamento dello spirito creatore ...
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