Italia scombinata della gioventu cnstiana, alle società per la protezione delle pericolanti e delle pericolate, alle leghe antialcooliche, agli psicoanalisti (con rispetto parlando), e cosf di seguito. Dobbiamo ritornare allo "stato etico" di Giovanni Gentile? Non stiamo a perder tempo in disquisizioni astratte. Vediamo di quali poteri, secondo Vinciguerra, la polizia deve essere investita, non solo per reprimere, ma anche per prevenire. 1) "L'arresto occasionale, ma individuale, operato su fondati motivi" può aiutare alla scoperta di una associazione a delinquere. 2) L'arresto occasionale, fatto su fondati motivi, deve essere "sfrut- · tato bene e nel piu breve tempo": se uno spacciatore di moneta falsa è arrestato in un bar, è necessario che "al piu presto sieno noti la banda dei fabbricatori di biglietti, il luogo dove si trova il macchinario; se non si arriva a questo, l'operazione è fallita; l'opcrazione de\l}e essere rapi• dissima." 3) La polizia deve avere la facoltà di procedere a "interrogatori stringenti"; l'imputato non ha "il diritto di tacere"; "quale persuasione può indurre un briccone matricolato a confessare? " Adagio, Biagio! Una volta, ai tempi di quello che Vinciguerra prende sotto gamba come il "liberalismo dottrinario," si pensava che una persona poteva essere arrestata solamente se sorpresa in flagrante (e non "oc• casionalmente"); quando mancava la flagranza, occorreva un mandato della autorità giudiziaria, alla quale spettava un giudizio di delibazione su quelli che la polizia poteva credere fossero indizi sufficienti per un arresto. Anche l'arresto di una persona colta in flagrante doveva essere legittimato, entro un brevissimo termine, dalla autorità giudiziaria con un altro giudizio di delibazione, che, naturalmente, non aveva nulla di definitivo. Questo metodo, secondo Vinciguerra, non va. La polizia non deve avere "la prova della colpa" prima di procedere ad un arresto. "Quando c'è la prova, agisce il magistrato col mandato di cattura." Se la "prova" fosse necessaria alla polizia per agire, tanto varrebbe risparmiare le spese della polizia o trasformare questa in una gendarmeria per la esecuzione delle sentenze giudiziarie. Mi par chiaro che Vinci guerra confonde fra "indizi" e "prove." Ma anche gli "indizi" raccolti dalla polizia debbono essere valutati come "prove" da un'autorità superiore alla stessa polizia. Se si accettasse la teoria di Vinciguerra, si dovrebbe rovesciare il suo ragionamento: cioè fare a meno dell'autorità giudiziaria, e lasciare che la polizia proce• desse senz'altro alla condanna. Se la polizia dovesse essere autorizzata ad arrestare anche "occasionalmente," e se gli indizi dovessero essere apprezzati, non da una superiore autorità giudiziaria, ma dalla polizia stessa, non si capisce perché Vinciguerra limiti i poteri della polizia agli arresti individuali. Perché non anche gli arresti collettivi, come avveniva quando l'Uomo della Provvi• 764 BiblotecaGino Bianco
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