Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

La, polizia nella legge quando passavamo i nostri guai, ce ne furono (e quanti!) che gareggiarono gli uni con gli altri, di propria iniziativa, in brutalità. L'umanità degli uni non deve far dimenticare la malvagità degli altri. E non si dica che la polizia risponde con la cattiveria propria alla ostilità di un popolo che la odia ciecamente a priori come nemica: amor con amor si paga; e chi è odiato è portato naturalmente a odiare. Non bisogna dimenticare che se la polizia, in Italia, deve lavorare in un ambiente ostile, la ostilità popolare ha le sue buone ragioni. Le polizie passate dai vecchi governi preunitari al regime unitario, valevano poco assai. Esse perpetuarono nel nuovo ambiente il circolo vizioso della polizia, che è inferiore al livello morale e intellettuale medio della popolazione, e di vasti strati della popolazione che per quella ragione disprezzavano la polizia, e della polizia che per questa ragione odiava vasti strati della popolazione. In Inghilterra la polizia è rispettata, perché la immensa maggioranza della popolazione se ne sente protetta. In Francia la polizia è assai meno rispettata che in Inghilterra. In Italia assai meno che in Francia. Colpa tutta dei francesi e degli italiani? Ad ogni buon conto, quel circolo vizioso dovrebbe essere spezzato. Dove cominciare a spezzarlo? Dire che la polizia diventerà migliore quando la cittadinanza diventerà migliore è n1ettere il carro avanti ai buoi. È piu agevole ottenere una riforma nella condotta e nella mentalità di cinquantamila funzionari, i quali possono essere privati dello stipendio, che in quarantacinque milioni di cittaèlini, coi quali c'è poco da fare. Bisogna cominciare dalla parte meno difficile, e non da quella che offre solo lontanissime possibilità di successo. Bisognerebbe cominciare col pagare bene il personale, a cui è affidato un ufficio cosI importante e cosI delicato. Chi piu spende meno spende. E bisognerebbe, in compenso, essere esigentissimi con un personale adeguatamente pagato. Bisognerebbe anche cominciare dall'esigere che la polizia non oltrepassasse certe facoltà consentitele dalla legge - una legge che non sia la legge fascista, cioè che non le conferisca poteri illimitati e incontrolla- ' bili, contro i quali i cittadini non abbiano alcuna difesa. Secondo Vinciguerra, la polizia ha il compito di fornire alla magistratura gli elementi in base ai quali questa possa pronunciare le sue sentenze. D'accordo. Ma secondo Vinciguerra la polizia è anche "organo di prevenzione sociale" cioè deve agire "direttamente per via amministrativa," su quegli individui e gruppi, che essa "presume di poter rimettere in carreggiata." Dunque, non solo reprimere, ma anche prevenire. Ho imparato, per la prima volta in vita mia, leggendo l'articolo di Vinciguerra, che la polizia ha "cura d'anime," cioè ha un ufficio che avevo sempre creduto fosse devoluto alle scuole, ai salesiani di don Bosco, ai confessori, all'Azione cattolica, all'Armata della salute, alla Associazione 763 · Bibloteca Gino Bianco

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