Quale neutralità? senso e di umanità ad una popolazione totalmente impazzita - e non m1 pare che gli italiani sieno giunti davvero a questo estremo disperato quell'uomo potrebbe agire come primo nucleo intorno a cui si raccoglierebbero via via altri uomini e donne della stessa forma mentale e morale. Nessuno può prevedere il futuro; un nuovo editto di Nantes ed una nuova pace di Westfalia potrebbero albeggiare inaspettatamente anche sul cielo italiano. Intanto ognuno rimanga al suo posto, a parlare come la coscienza gli detta, senza pretendere a successi immediati, sine gratia aut ambitione, bonae tantum conscientiae pretio. Fa' quel che devi avvenga che può. Nella peggiore delle ipotesi, la politica proposta in questo scritto avrebbe almeno il risultato di togliere ai criptocomunisti il vantaggio di monopolizzare la bandiera della neutralità, costringendoli a scoprire le loro batterie ed a confessare pubblicamente che essi vogliono la neutralità dell' Italia verso l'Ovest, e non la neutralità della Russia verso l'Italia. Le sentinelle, forse perdute, di questa politica dovrebbero sempre presentare la neutralità italiana fra Est ed Ovest da essi predicata, insieme coil' la neutralità svizzera, come il modello di quella che dovrebbe essere la neutralità della Federazione europea - quando potrà sorgere - fra il sistema russo ed il sistema anglo-americano. Se inglesi, americani e russi hanno voglia di rompersi le corna, se le vadano a rompere in Cina, in India, in Persia, in Oceania, e lascino da parte l'Europa a leccarsi le sue ferite in,_almeno mP.zzo secolo di pace. Poi si vedrà. Anche questa è, probabilmente, un'utopia. .Ma meglio essere massacrati come uomini intelligenti lasciando quella utopia in retaggio al futuro, che precipitarsi a farsi massacrare ciecamente al servizio di interessi, o piuttosto di follie, altrui. Gli uomini di Governo italiani, invece di gridare sui tetti la politica di servitu volontarie verso le Potenze atlantiche, dovrebbero negoziare quietamente prima con gli Stati Uniti un trattato di neutralità garantita e poi con la Russia un trattato di neutralità. I risultati di siffatto lavoro sarebbero pubblicati solamente a fatti compiuti. Chi sventola la bandiera dell'alleanza con l'America, quando non c'è ancora nulla di fatto, mette il carro avanti ai buoi. Esaspera senza pro.fitto i comunisti italiani. E, peggio ancora, disorienta quella massa intermedia della popolazione, che non può capire a che le servirebbe un'alleanza con un'America militarmente assente o quasi, con una Francia impotente, o con un'Inghilterra strafottente. I migliori ministri degli Esteri sono quelli che parlano il meno possibile, e fanno parlare di sé il meno possibile. Robilant, il miglior ministro degli esteri che abbia avuto l'Italia dopo Cavour, aveva per motto "faire sans dire." Nell'Italia post-fascista i ministri degli Esteri farebbero bene ad imitare Robilant e non Mussolini. 761 · Bibloteca Gino Bianco
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