Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Quale neutralità? trebbe ben poco contribuire nelle sue condizioni presenti. Dovrebbe domandare un trattato di neutralità, che sarebbe da esse garantita contro un eventuale attacco russo, cosf come la neutralità del Belgio era garantita nel 1914 dalla Francia e dall'Inghilterra contro un attacco tedesco. Non dovrebbero essere chiacchiere platoniche nel vuoto. Il Governo italiano dovrebbe sapere quante forze armate gli sarebbe concesso di mantenere per difendere la propria neutralità, e con quali aiuti le Potenze garanti contribuirebbero alla difesa della penisola qualora la neutralità fosse violata dalla Russia. In compenso le Potenze garanti dovrebbero ottenere dal Governo italiano tutte le garanzie necessarie che nell'ora della crisi le sue forze armate rimarrebbero fedeli ai patti e non servirebbero a ricattare i garanti. Gli italiani, a qualunque partito siano iscritti, farebbero bene a non dimenticare mai - per quanto se ne possano sentire umiliati, ma tutti se ne sentono davvero umiliati? - che i loro Governi comunque messi insieme, non godono nel mondo di una buona fama in fatto di lealtà. Solo una lunga pratica di scrupolosa onestà e chiarezza libererà da questa non mv1diabile eredità sabauda la politica estera dell'Italia repubblicana. La sola garanzia assoluta, che il Governo italiano d'oggi possa dare alle Potenze occidentali della sua lealtà, è il disarmo navale. Questo metterebbe l'Italia alla mercè delle Potenze atlantiche padrone del mare. Dopo tutto, il solo ufficio ragionevole di una flotta militare italiana sarebbe quello di agire come un reparto secondario e non necessario delle forze navali anglo-americane. Se gli italiani avessero buon senso, impiegherebbero le spese e il personale, che oggi sono sperperati in un servizio del tutto inutile, nella loro flotta mercantile. Farebbero cosf un viaggio e due servizi: migliorerebbero le loro condizioni economiche, e darebbero alle Potenze occidentali la garanzia piu sicura della loro fedeltà. Le spese militari italiane sarebbero concentrate nell'organizzare nell' Italia settentrionale, con l'aiuto delle Potenze occidentali, un esercito adatto al suo compito di difendere la penisola contro un attacco dal nord-est, fino all'arrivo degli aiuti occidentali, qualora i russi fossero cosf sciocchi da andare a dissipare là le loro forze. Il destino dell'Italia e dell'intera Europa sarà deciso nell'Europa centrale. Ottenuto dalla Potenze occidentali il trattato di "neutralità garantita" il Governo italiano, d'accordo con quelli delle Potenze garanti, offrirebbe un trattato di neutralità anche alla Russia. Si vedrebbe allora se i comunisti italiani appoggerebbero presso i loro compagni moscoviti la neutralità italiana. Se sf, bene per tutti. Se no, essi si isolerebbero sempre piu in una popolazione ostile. Un piano diplomatico di questo genere domanderebbe un cauto, lungo, paziente, silenzioso lavoro di negoziati. Condanna della "diplomazia segreta" non significa mettersi a gridare sui tetti tutto quanto si intende fare, o si intende dire, o si va via via dicendo nel negoziare i trattati. I trattati non debbono rimanere segreti quando sono stati conclusi: 759 Bibloteca Gino Bianco

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