Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Italia scombinata riaperta, e a due passi di là la Scuola normale superiore di Pisa muore d'inedia. Non ci sono piu colonie, ma c'è sempre un Ministero delle colonie, che riempie i giornali di tutti i partiti con "propaganda" per le colonie. Non ci sono piu banane da importare, ma c'è sempre una commis.- sione centrale per la importazione delle banane. Nessuno si occupa di un decreto di Gonella che ha conferito a preti e monache il diritto di partecipare ai concorsi per le scuole pubbliche, senza studi e senza titoli regolari, purché abbiano insegnato in qualche modo, per qualunque tempo, in qualunque scuola, di qualunque genere. Ma tutti si preoccupano di quel che _ deve fare l'Italia nell'Oriente, nell'Occidente, nel Settentrione, nel Mezzogiorno, e via, e via, e via... Temo che non ci sia rimedio. Da questa megalomania non possono rampollare che nuovi, terribili disastri. Ecco che il pessimismo di sempre mi riprende. Nostalgie sabaude1 (Lettera ad un monarchico) Secondo te, tutti gli italiani hanno la loro parte di responsabilità nel sorgere e nel perpetuarsi delittuoso della dittatura fascista; perciò nessun italiano ha il diritto di ricordare le responsabilità del re e dei suoi consiglieri - la cosf detta "monarchia" - e perciò hanno fatto male a mandare al diavolo la sullodata monarchia. Ammetto la responsabilità di tutti gl'italiani, cominciando da me. Nego 1 " .' " 11 h que perc10 con tutto que o c e segue. "Tutti fummo responsabili per le vittorie del fascismo," tu dici. Ed hai ragione. E mi ricordi che anche io nell'autunno del 1914 salutai l'uscita di Mussolini dal Partito socialista. Non lo nego. Ma io non avevo mai giurato di biasimare Mussolini, anche se costui avesse fatto qualcosa che mi andasse a fagiolo. E nell'ottobre del 1914, quando approvai la sua uscita dal Partito socialista, nessuno si sognava che Mussolini sarebbe diventato quello che poi diventò. E non appena, durante la guerra, l'uomo cominciò a mostrare la coda nazionalista sotto il camiciotto rivoluzionario, presi posizione contro di lui: la qual cosa, beninteso, non diminuisce la cantonata presa da me, nell'autunno del 1914. Risalendo di precedent~ in precedente, si arriva alla mela di Adamo 1 Da "Controcorrente," giugno 1948, a firma "Gaetano Salvemini." Riprodotto in "Critica politica," settembre-ottobre 1948, pp. 301-306 e in Italia scombinata, cit., pp. 34-38. [N.d.C.] 752 BiblotecaGino Bianco

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