Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Italia scombinata L'agricoltura non dimostra in nessun luogo - dico in nessun luogo - i segni della guerra, che specialmente da Bologna in giu deve essere stata in parecchi luoghi devastatrice. La terra è ritornata dovunque ad essere il piu bel giardino del mondo. Il contadiname italiano ha dimostrato ancora una volta di essere quel meraviglioso formicaio umano che è piu rapido a ricostruire che siano altri a devastare. Il patrimonio zootecnico è quasi del tutto ricostituito, secondo le concordi affermazioni di tutti i conoscitori. Le ferrovie sono ovunque risorte da uno sfacelo che sembrava non potesse essere riparato che attraverso decenni di fatica: risuscitate dopo meno di tre anni da una distruzione che fu, specialmente da Napoli a Bologna, sistematica. E accanto ai treni un formicolio di autocorriere traboccanti di passeggeri. Quanti milioni di uomini e donne viaggiano giornalmente oggi in Italia senza contare le biciclette che sembrano essere piu numerose che le scarpe? La ricostruzione edilizia, evidentemente, è meno rapida che la ricostruzione agricola e ferroviaria: prima il pane e i trasporti, poi la casa. Ma anche in questo campo ovunque è un fermento di vitalità che ha del miracoloso. Insomma, non è possibile sfuggire alla conclusione che questo Paese si riprenderà con una rapidità che nessuno avrebbe mai sospettato, nonostante la politica inflazionistica a cui i partiti politici - tutti i partiti politici, destri e sinistri - si sono applicati. Le viti, gli ulivi, i prati, i bovi, i porcellini, i ponti, le strade, i vagoni ferroviari, le autocorriere, le case, sono realtà, anche se la carta moneta governativa è una illusione e una truffa. Il lavoro di chi lavora con le mani rimane sempre H, il formicaio è in piena efficienza. E le donne, rese bellissime dall'abolizione del cappello, pare che sieno scappate tutte dai quadri del Quattrocento e del Cinquecento che stanno nelle pinacoteche, e passeggino per le strade a miracol mostrare. E quante, anche modestissimamente vestite, hanno qualcosa di dli.stinto, raffinato, personale nell'abito e nel portamento: sembrano regine travestite da contadine ed operaie. Erano cosf anche allora, ventidue anni or sono, quando me ne andai. Ma allora le loro teste erano sfigurate dai cappelli. Solamente ora, solamente in Italia, dove i cappelli delle donne, grazie alla guerra, non ci sono piu, ho capito quanto sono mostruosamente imbecilli quei catafalchi di uccelli, pomidori e cavoli, con cui le donne deformano le loro teste. Speriamo che non ritorni piu in Italia la moda del cappello, o che il cappello se lo mettano solamente le donne dei nuovi ricchi - le pescecagne, come erano chiamate nel 1919 - per distinguersi da quelle della nobiltà antica e del popolo. Quello è quel che si vede. Ma c'è quello che non si vede. Tutti mi dicono che la tubercolosi ed il rachitismo fanno strage fra i bambini specialmente nelle città. Stringe il cuore a sentire quel che raccontano i maestri elementari. Le privazioni della guerra e quelle piu terribili del dopoguerra fanno sentire i loro effetti. È proprio cosf. Ma la razza 748 ·BiblotecaGino Bianco

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