Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

L'Ostetrico e la Partoriente corgersi che non vi riesciva; e allora "si illuse di aggirare il problen1a" procurando la potenza al popolo italiano come la sola via per procurargli il pane. Il torto del duce infallibile fu di essere stato un ostetrico eccezio• nale che usò ferri di fortuna, mentre un mediocre medico condotto, curando il paziente con metodi e1npirici, avrebbe condotto l'infermo all'uso graduale delle proprie forze. (Mi figuro che quando dice "ferri di fortuna" lo scrittore pensa a Dumini, De Bono, Badoglio, Graziani, Farinacci, ecc. ecc.) Tutto invasato dall'entusiasmo per l'ostetrico, lo scrittore si scorda della partoriente. E se gli si farà notare che l'ufficio dell'ostetrico non è precisamente quello di ammazzare la partoriente, e che se la società italiana era fiacca - e fiacca era in verità - fu pazzia imporle un trattamento che doveva portarla all'estrema rovina, lui risponderà che le posizioni intellettualistiche non lo interessano. Secondo lo scrittore della lettera, la responsabilità della catastrofe nazionale non spetta al fascismo buono, cioè al fascismo di Benito Mussolini, ma agli antifascisti. Proprio cosf. La partoriente fu uccisa non dall'ostetrico eccezionale, ma da coloro che in quell'ostetrico non vedevano che un ciarlatano. Chi entrò in guerra con un esercito e un'aviazione scalcagnati? Chi andò a rompersi il collo nella Grecia? Chi disperse uomini e armamenti in Etiopia, in Grecia, in Jugoslavia, in Russia, in Francia, e lasciò sguarnita la Sicilia e la penisola in baHa della invasione tedesca dal nord e anglo-americana dal sud? Quei gerarchi imbroglioni e quei generali cialtroni-, che governarono la pace e la guerra in Italia in venti anni e piu di regime, chi li mise nei posti di comando? Il Governo di Clara Petacci, oppure quell'antifascismo che lo scrittore altamente disprezza come "norn1ale e professionale? " (A proposito, la famiglia Petacci a quale fascismo apparteneva? A quel "certo" fascismo, o a quello dell'ostetrico?) Secondo lo scrittore della lettera, il popolo italiano, dopo il 1919 "chied " G I d. · h " b. " d. G eva un overno. o ire1 c e aveva 1sogno 1 un overno, ma non lo "chiedeva" affatto; anzi fece un mucchio di corbellerie che resero impossibile qualunque Governo. "Solo il fascismo glielo seppe dare." Giustissimo. Ma quale specie di Governo gli seppe dare? Una congregazione di carità, una partita di calcio, una scuola, un piroscafo, un reggimento sotto il fuoco nemico, una banda di briganti, tutti questi raggruppamenti umani hanno bisogno di un "Governo," nel senso che non potrebbero funzionare senza obbedire a certe regole. Anche in galera c'è un Governo. Che specie di Governo era il Governo fascista? Non dubito che l'autore della lettera risponderà a questa domanda che il popolo italiano era inetto a governarsi coi metodi dei popoli civili, e quindi non c'era da fare altro che somministrargli l'olio di ricino, il manganello, il confino, la galera, le fucilazioni. Alexis de Tocqueville scrisse un secolo fa che lui non si sentiva di disprezzare il suo popolo fino al punto da credere gli fosse necessario essere governato da un dittatore. Invece, gli ammiratori di Mussolini per venti anni, non fecero che battere sistematicamente su questo tasto: il popolo italiano non era capace di governarsi da 743 · Bibloteca Gino Bianco

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