Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

L'Ostetrico e la Partoriente1 Persona che vive negli Stati Uniti, mi ha comunicato la lettera di un fascista. Questo documento aiuta a comprendere come hanno funzionato e funzionano ancora in Italia certi meccanismi mentali . ... La tua è una posizione intellettualistica che sbocca fatalmente nel moralismo politico. Mi pare insomma che la visione, che ti sei formata della vita italiana dal 1923 al 1943, sia coniata sugli schemi dell'antifascismo nomade e professionale, che dipinse e tuttora va dipingendo l'opera del Ventennio come il frutto di azioni perverse e sciagurate e di metodi oppressivi e brutali. Ma l'antifascismo è responsabile non meno di certo fascismo della catastrofe nazionale, per la sua dimostrata inettitudine a condurre una lotta politica in sede idonea o a guidare la coscienza politica del Paese. Dopo il '19, nel disordine civile e nel collasso dello Stato, il popolo italiano chiedeva un Governo, e solo il fascismo glielo seppe dare: questa è la verità. L'antifascismo non sarebbe mai uscito dalle tenebre della cospirazione sterile né dal circolo del suo querulo vagabondaggio senza le recenti sfortune della Patria, delle quali ora vien facendo una ignobile e utilitaria speculazione politica. Esso è rientrato in Italia per la porta della sconfitta: qui è la sua perpetua minorazione e condanna. L'antifascismo è l'ultima e piu clamorosa espressione della tradizionale e intima fiacchezza della società politica italiana. Mussolini, che ne era cosciente, comp1 il disperato tentativo di virilizzarla, e quando si accorse di non riuscirvi, s'illuse, nella febbre dell'azione, di aggirare il problema procurando al popolo italiano - che non chiedeva libertà ~ pane - prima la potenza e con la potenza il benessere. Il suo torto è di esser stato un energico ostetrico della storia italiana, usando ferri di fortuna, e non un mediocre medico condotto, che con cura paziente e con metodi empirici conduca l'infermo all'uso graduale e libero delle proprie forze. Fu un'anticipazione e una confusa trasposizione di problemi, salvo la pregiudiziale di rimetterli a fuoco dopo i vagheggiati successi in politica internazionale. [ ... ] Finché noi irrigidiamo il problema politico italiano nei due termini di fascismo e di antifascismo (e ormai per ironia o per diletto della sorte anche il verbo clella politica mondiale si va contraendo nella coniugazione di questi due termini) ci precluderemo la strada alla ricostruzione morale e istituzionale del Paese. I due termini, con tutte le rifrangenze di conservatorismo e di rivoluzionarismo che intendono rappresentare, si sono ormai consunti nella loro altezzosa collisione, e non possono pretendere se non retoricamente di esprimere o designare la nuova realtà nazionale. ,[ ...] Per me, come per tanti altri, quei propositi (per l'attuazione di certi ideali del fascismo, ecc.) erano diretti essenzialmente alla creazione graduale ma senza residui di uno Stato popolare: dico popolare e non democratico per uscire da un altro equivoco, perché quell'aggettivo sulla mia bocca non può essere sospetto di demagogia, essendo per me il popolo una unità generante interne distinzioni. La creazione di uno Stato popolare non riassume forse tutto il problema politico della storia italiana? La recente crisi politico-militare del Paese costituito e legalizzato nel 1860, ha riproposto con inusitata violenza lo storico problema, che le date del 10 giugno 1940 e del 25 luglio 19·4 3 (il successivo 8 settembre non è che un codicillo protocollare) hanno tentato di dilazionare o di insabbiare. Non so spiegarmi diversamente quelle date. Ora son noti, a mio avviso, i problemi classici della vita italiana [ ... ] . Questi 1 Da "Controcorrente," lugliò 1947, a firma "Gaetano Salvemini." Riprodotto in "Critica politica," ottobre 1947, pp. 315-323. [N.d.C.] 741 ·.Bibloteca Gino Bianco

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