Marion Rosselli 1 Quanta parte della nostra vita è sparita per sempre con te, Marion, il 16 ottobre, quando chiudesti gli occhi alla luce! Ti conoscemmo nella primavera del 1921. Ci insegnavi a balbettare l'inglese all'Istituto britannico. Come eri bella, o Biancafiore I (Cosf subito ti ribattezzammo; Anna Kuliscioff, dopo, ti definf "un raggio di sole.") E che spirito, e che brio, e che prontezza nelle botte e risposte, e che dolce sorriso! Era allora l'inizio della tempesta fascista, che doveva travolgerci tutti. E tu fosti con noi, immediatamente, per reazione istintiva contro la prepotenza. Ernesto Rossi, condannato a 20 anni di galera nel 1931; Nello Traquandi, condannato a 7 anni di galera nel 1931; Giovanni Becciolini, Pilade Pilati, Gustavo Consolo, ammazzati nelle "giornate d'ottobre," Piero Pieraccini, Enrico Bocci, assassinato nel 1944, Giovanni Banchi, Tommasino Ramorino, Carlo e Nello Rosselli assassinati nel 1937 da mani francesi per mandato italiano, tutti ti conobbero e ti vollero bene. Tu fosti la dattilografa, che batteva per la tipografia i testi del Non mollare. Tu tenevi nascosti in casa tua i nostri documenti. Tu, quando volemmo celebrare Matteotti assassinato, prendesti la corona di fiori da noi preparata, e, seguita da noi,' attraversasti tutta Firenze per portare la corona alla lapide in ricordo di Cesare Battisti, pronta a lasciarti bastonare insieme a noi. Per quella volta ce la cavammo. Se c'era una donna degna di Carlo Rosselli, tu eri quella. Eravate destinati ad intendervi. Vi sposaste proprio quando l'ondata fascista era al colmo. E nella vostra casa, a Milano, durante il 1926, i perseguitati trovarono asilo, in attesa che Parri, Bauer e Carlo potessero avviarli attraverso la frontiera. Carlo andò con Parri prima in prigione e poi a domicilio coatto per avere trafugato Turati da Milano in Corsica. E tu, incinta di Mirtillino, ma imperterrita, seguisti tuo marito da una sede all'altra della sua prigionia, e poi a Lipari. Tu ci portavi da Lipari i piani di evasione e ritor- . navi con le nostre risposte. Senza di te, nulla sarebbe stato fatto. E tu fosti la prima ad essere arrestata, non appena Carlo, Emilio Lussu e Fausto Nitti presero il largo. Ricordi, Marion, come ridemmo quando fosti liberata? Carlo mi telefona: "Marion è stata arrestata." E io: "Presto sarà liberata." E allora a scrivere in Inghilterra, pregando tutti gli amici che tempestino in prigione, ad Aosta, Marion, suddita inglese, con telegrammi di protesta. Firmassero con nomi inventati: duchesse, arcivescovi, lords, deputati inesistenti. 1 Da "Il Ponte," novembre 1949, p. 1443, a firma "Gaetano Salvemini." Marion Cave Rosselli era la moglie di Carlo Rosselli. [N.d.C.] 733 · Bibloteca Gino Bianco
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