Carlo e N elio Rosselli Il pacchiano di Roma non avrebbe sospettato la burla, si sarebbe spaventato di quei nomi altisonanti e tu saresti stata mollata. Avvenne proprio cosL Dopo tante traversie, Carlo e tu poteste, finalmente, amarvi in pace. E poi Giustizia e Libertà. E poi, la Spagna. E poi, la fine: la fine per Carlo, e per Nello, e per te. Ché d'allora in poi la tua vita non fu che uno scendere doloroso verso la morte. Addio, Biancafiore. Addio, raggio di sole. E addio, con te, alla parte piu bella del nostro passato. Amelia Rosselli1 Quando Amelia, stanca e diafana, si presentò alla porta dell'eterno riposo, l'angelo guardiano le domandò con quali diritti domandava di essere ammessa all'eterno riposo. Lei, che aveva il pudore del suo cuore ferito, e non ne parlava mai, rispose timidamente: "Ho molto sofferto." "Soffrire, soffrire," disse l'angelo, "tutti i nati di donna sono nati per soffrire; è il dolore che va a cercar loro, non loro che vanno a cercare il dolore; non c'è nessun merito a soffrire." "Non ho fatto mai male a nessuno." "Non basta, non basta. Che merito c'è a non far male a nessuno, che crei · il diritto all'eterno riposo?" "Ho fatto intorno a me tutto il bene che potevo." "Questo è già qualcosa di positivo, ma è un minimo che non basta. L'eterno riposo è un premio che merita molto di piu." Allora Amelia dové parlare: "Ebbi tre figli, li educai ad amare giustizia e libertà, e per avere amato giustizia e libertà uno morf in guerra, e due furono assassinati." L'angelo si inchinò, le baciò le piccole mani ed aprf la porta dell' eterno riposo. Aldo, Carlo e Nello, sulla soglia, l'aspettavano. 1 Da "Il Ponte," gennaio 1955, p. 127, a firma "Gaetano Salvemini." Amelia Rosselli era la madre di Carlo e Nello Rosselli. [N.d.C.] 734 BiblotecaGino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==