Carlo e Ne/lo Rosse/li popolo giapponese; se dopo tutto l'Italia è caduta in piedi, per quanto con parecchie e profonde ferite; e per quanto oggi in Italia vi sieno smemorati che hanno dimenticato di aver essi voluto la guerra e di averla essi perduta, ma sono convinti che la guerra la vollero gli altri e loro non fecero che vincerla. Ed ecco oggi l'Europa - sempre la stessa piccola aiuola che fa gli europei tanto feroci - schiacciata fra il blocco russo e il blocco angloamericano. Come oggi era l'Italia nel Quattrocento: stretta fra due colossi, la Francia e la Spagna, e scombinata in una dozzina di pigmei, in gara gli uni · con gli altri, e ciascuno intento a mendicare il favore di questo o quel colosso contro il pigmeo vicino, finché tutti insieme precipitarono in una vergognosa rovma. In questa crisi della civiltà, il peggio che la gioventu italiana possa fare è illudersi che il suo Governo, intrigando qua e là, ottenga qualche successo locale, in attesa del nuovo giudizio universale. Oggi piu che nel 1935 sono vere le parole di Carlo Rosselli: "Non esiste altra politica estera. Stati Uniti d'Europa. Il resto è fiatus vocis. II resto è catastrofe." Nel settembre del 1943, l'uomo che oggi è presidente della repubblica italiana,2 in un opuscolo clandestino, ritornando a propugnare quegli Stati Uniti di Europa per i quali si era dichiarato già durante la Prima guerra mondiale, scrisse: "Dalla sventura odierna noi ci risolleveremo solo se sapremo bandire e far trionfare un ideale piu alto di quello degli alleati e degli avversari di oggi, solo se noi sapremo sulla via della libertà, della uguaglianza e della solidarietà fra i popoli, andare piu avanti degli altri. Bando ai mercanteggiamenti, alle furberie, alle transazioni meschine. Solo rinunciando in apparenza a molto, ad un molto che è il niente od è molto solo per i piccoli gruppi plutocratici di sfruttatori della grandissima maggioranza di cittadini, solo rinunciando alla falsa materia, noi conquisteremo la materia piu alta, la prosperità duratura, che è sempre e solo il frutto delle idee giuste e sane." E nel 1947, in un discorso all'Assemblea costituente italiana, domandava: "Utopia la nascita di una Europa aperta a tutti i popoli decisi ad informare la propria condotta all'ideale della libertà?" E rispondeva: "Forse è utopia. Ma ormai la scelta è soltanto fra la utopia e la morte, fra l'utopia e la legge della jungla." Anche Carlo Rosselli scrisse nel 1935: "Le obiezioni sono infinite. La realizzazione di un'idea simile è lunga e difficile." Ma aggiungeva: "In questa tragica vigilia non esiste altra salvezza." Signore e signori, non esiste altra salvezza. 2 Luigi Einaudi. [N.d.C.] 732 BiblotecaGino Bianco
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