Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Carlo e N elio Rosselli mania! La passione si vince con un'altra passione piu potente. Inghilterra e Francia avrebbero potuto ammassare intorno a sé le forze di tutti i popoli d'Europa, anche di quelli viventi sotto i regimi dittatoriali, se avessero saputo dire poche cose essenziali. Anzi tutto un principio: i soli Governi basati sul consenso dei cittadini e sulle libertà fondamentali sarebbero stati riconosci~ti come legittimi. E poi "un grande obiettivo positivo: fare l'Europa." La sinistra europea doveva impadronirsi di quel tema: Popolarizzarlo fra le masse; prospettare loro sin d'ora la convocazione di una assemblea europea, composta di delegati eletti dai popoli che in assoluta parità di diritti e di doveri elabori la prima costituzione federale europea, nomini il primo Governo europeo, fissi i principi fondamentali della convivenza europea, svalorizzi frontiere e dogane, organizzi una forza al servizio del nuovo diritto europeo, e dia vita agli Stati Uniti di Europa [ ... ]. Armati di questa formidabile idea-forza [i Governi dell'Inghilterra e della Francia] solleverebbero una ondata di entusiasmo religioso in Europa, spezzando il plumbeo blocco dell'opinione totalitaria nei paesi fascisti. Voce senza eco in un deserto, formato non solo dai conservatori di Inghilterra e di Francia, ma dagli stessi uomini cosf detti di sinistra in tutta Europa, i quali annaspavano di qua e di là, senza sapere quel che volessero o quel che dovessero volere. Nella estate del 1935, il Governo italiano avrebbe potuto ottenere subito per via pacifica i nove decimi di quanto domandava, e poi anche il resto. F.ta i diplomatici fascisti, ve ne erano diversi, che insistevano per una politica di buon senso. Ma per il dittatore la guerra era la cornice, fuori della quale nessun successo di sostanza, per quanto grande, avrebbe avuto valore. Cosf venne la guerra etiopica. L'8 maggio 1936, Carlo scrisse: "Conquista chiama conquista. Sfida chiama sfida." E un mese dopo: "Gli italiani rimpiangeranno presto di essere entrati, con l'impero, nel girone infernale delle competizioni imperialiste." Dopo la guerra etiopica, la guerra di Spagna: capriccio personale del duce e del suo genero, condotta con metodi da pirati, senza neanche quel , coraggio delle responsabilità, che avrebbe dovuto essere il distintivo della potenza imperiale, e che pur era stato sfoggiato durante la guerra etiopica: guerra senza nessuna giustificazione, neanche la illusione di apnre sbocchi al lavoro disoccupato italiano. Non appena la rivolta militare di Franco scoppiò in Ispagna, prima ancora che si rivelasse la complicità di Mussolini in essa, Carlo affermò che gli antifascisti italiani dovevano intervenire armati in sostegno della repubblica. E promosse la formazione di una legione fra gli esuli. Quando la mano di Mussolini si scopd, fu questa una ragione piu potente per insistere nella idea primitiva. La prima legione fu comandata da Carlo, ed ebbe il battesimo del fuoco a monte Pelato, dove Carlo fu ferito. La flebite lo costrinse poi a ritornare a Parigi. Ma continuò a promuovere l'afflusso di esuli italiani in Spagna. Nel 1937 duemila italiani combatte729 ·BiblotecaGino Bianco

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