Carlo e N elio Rosse/li iniziativa di quel genere all'insaputa del capo del Governo e suo suocero, Benito Mussolini. Sulla tomba di Carlo e Nello, nel c1m1tero di Père Lachaise gli amici scrissero: "Carlo e Nello Rosselli, insieme assassinati, insieme aspettano che il sacrificio della loro gioventu affretti in Italia la vittoria del loro ideale: Giustizia e Libertà." Oggi, Carlo e Nello ritornano nella loro città. E ad accoglierli si fanno loro incontro, insieme al fratello Aldo, morto al fronte nella Prima guerra mondiale, Giovanni Becciolini, Gaetano Pilati e Gustavo Consolo, uccisi in Firenze nell'ottobre del 1925; ed Enrico Bocci, che sfuggf allora a quel destino, ma non gli sfuggf, nel 1944, partecipando alla Resistenza; e tutti gli altri, uomini e donne, che in Firenze, e fuori di Firenze, condividendo la loro fede, fecero olocausto della libertà nelle galere o nei domicili coatti, o della vita nella guerra partigiana. A quella bella gioventu nessuno poté mai muovere l'accusa che la sua opposizione al fascismo fosse motivata da rancori personali per uffici perduti o per ambizioni deluse. Se si fosse intruppata fra i vincitori, avrebbe trovato nelle loro file fortune da soddisfare le vanità e le ingordigie piu audaci. Scelse il suo posto nella battaglia per un atto di ribellione morale, contro un regime di oppressione, di prepotenza e di corruzione, sotto il quale gli indifferenti diventavano amorali; gli amorali diventavano spie nell'interno delle loro stesse famiglie; e chi non intendeva arrendersi, era costretto a cospirare - cioè ad adottare le arti della menzogna. Quella gioventu si mise a fianco dei vinti, senz'altra speranza che quella con cui Nello Rosselli chiuse il libro su Pisacane: "Il viandante, ansioso di varcare il torrente, getta pietre una sull'altra nel profondo dell' acqua, poi posa il piede sicuro sulle ultime che affiorano, perché sa che quelle scomparse nel gorgo sosterranno il suo piede." Ma quante pietre scomparse nel gorgo! Quanti ingegni vigorosi e nobili sottratti al servizio del loro Paese! Carlo e Nello, e i loro compagni, morti o vivi, non hanno nulla da dire ai relitti del passato - sieno stati complici di primo grado, o profittatori di secondo grado, o salariati semplici. È da augurare che il popolo italiano abbia abbastanza memoria per individuare i responsabili di un disastro materiale, e soprattutto morale, che non è ancora diventato preistorico ed esigerà lunghi anni di sofferenze e di lavoro prima di essere riparato. Ma i giovani, non sanno di che lagrime e di che sangue sia grondato un sistema politico, del quale essi non ebbero mai esperienza immediata; e sono facilmente portati ad attribuire le difficoltà della loro penosa gioventu odierna alle condizioni presenti, anziché ricondurne le cause a un passato che per essi ormai è entrato nella leggenda. Ignorare questa gioventu, che è il Paese di domani, è un errore che troppi antifascisti oggi commettono, quasi che la terra, su cui si sono appisolati, sia un porto protetto da ogni tempesta. 727 Bibloteca Gino Bianco
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