Carlo e N elio Rosselli traddizione che tormentava la sua anima, fra il dovere di servire il suo Paese e la impossibilità di servirlo nelle condizioni di allora. Non volle mai stabilirsi fuori d'Italia. Diceva essere necessario che qualcuno rimanesse a dare esempio di "non mollare." Le sue condizioni economiche gli permettevano di dare quell'esempio. Era suo dovere darlo. Carlo fuori d'Italia squassava la fiaccola della lotta contro la dittatura in imprese che sembravano disperate. Nello, in Italia, teneva viva quella fiaccola, nascondendola sotto il moggio. I due fratelli simboleggiavano l'Italia che lottava e l'Italia che taceva: né l'una né l'altra si arrendeva ai fatti compiuti. ' Gli uomini come Nello non avevano in Italia la vita facile, anche quando la indipendenza economica li esimeva dalle umiliazioni, a cui doveva sottomettersi chi aveva da guadagnarsi il pane, anche quando la indifferenza per gli onori li immunizzava contro certe forme, terribilmente perfide, di corruzione morale. La loro muta resistenza doveva affermarsi ogni giorno. Dopo anni di lotta estenuante, anche uomini di forte carattere si fiaccavano. Chi rimase in Italia per anni, senza cedere mai, comp1 non solo opera piu penosa, ma anche piu meritoria, di chi dové emigrare. Dopo il 1930 la polizia fascista si convinse di quella che era la verità, cioè che Nello non partecipava a nessuna organizzazione politica. Perciò la Scuola per la storia moderna e contemporanea, a cui era addetto, gli ottenne il passaporto per recarsi all'estero: i suoi studi richiedevano ricerche negli archivi inglesi. Ne approfittava per andare a passare di nascosto qualche giorno in Francia, con suo fratello; non per concordare con lui attività clandestina in Italia. Non voleva essere sorpreso dagli avvemmenti ad occhi chiusi. Quando fu assassinato con suo fratello, gli faceva una v1s1ta furtiva a Bagnoles de l'Orne in Normandia, dove Carlo si curava una flebite. Probabilmente, il suo arrivo inaspettato prolungò la vita a Carlo di qualche giorno: il tempo per domandare istruzioni supplementari a Roma. Se queste furono chieste, furono che fossero soppressi con un colpo solo i due fratelli insieme. Mentre Carlo dava noia fuori d'Italia con la sua vulcanica attività, Nello dava ombra in Italia, silenzioso e inconquistato. Ma forse non furono domandate istruzioni. Una opportunità come quella per sopprimere Carlo non si sarebbe presentata piu cosf facile e non si poteva uccidere Carlo lasciando vivo chi lo accompagnava. L'assassinio di Nello è uno di quei casi che sembrano essere stati voluti da un destino crudele. È l'elemento piu atroce in quel mostruoso delitto. Il delitto fu perpetrato il 9 giugno 1937. Carlo fu ucciso sull'istante da mano maestra con due pugnalate alla carotide. Nello, aggredito da persona meno esperta, fu assai piu difficile a finire: dové essere colpito diciassette volte. La impresa fu compiuta da sicari francesi, per mandato ricevuto da agenti italiani che eseguirono un ordine ricevuto dal ministro degli Esteri Galeazzo Ciano. Sarebbe infantile presumere che Ciano abbia preso una 726 Bibloteca Gino Bianco
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