Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Carlo e Nello Rosselli1 Signor Presidente della repubblica, Signor rappresentante del Governo, Signor Sindaco di Firenze, Signore e signori, Mi par di vedere ancora quel bel giovane di ventun'anni, Nello Rosselli, viso aperto, occhi limpidi, dolce sorriso, quando venne a trovarmi per la prima volta, al principio del 1921. Era una di quelle luminose giornate invernali fiorentine, nelle quali il cielo sembra cristallo e quasi si possono contare da Firenze le foglie sugli ulivi di Fiesole. Durante gli anni della guerra - Nello mi disse - aveva studiato poco e male. Gli era necessario mettersi ora sul serio al lavoro. Credeva di avere disposizione per gli studi storici, ma non sapeva dove cominciare. Sperava di trovare in me la guida che gli abbisognava. Io conoscevo e ammiravo la sua mamma. Lo accolsi non solo con la cordialità che un insegnante deve ad un giovane che gli si affida, ma anche con l'affetto di un amico di ·famiglia. Poco dopo mi condusse il fratello, Carlo. Questi studiava scienze sociali. Aveva una vitalità esuberante che cercava uno sfogo, e ancora non lo trovava. ' Cosf i miei giovani amici diventarono due. O meglio, tre: perché erano stati preceduti da Ernesto Rossi, al quale si legarono in casa mia. La mia vita di insegnante ha ormai superato il mezzo secolo. In questo tempo, ho conosciuto centinaia di giovani, ma non ho mai conosciuto giovani piu nobili di quei tre. Ad essi io debbo le piu belle esperienze che abbiano arricchito il mio spirito di insegnante e di uomo. Carlo, Nello e Rossi nel 1925 presero, in Firenze insieme con Nello Traquandi, la iniziativa di pubblicare il foglio clandestin'o Non mollare. Nel 1926 Carlo Rosselli e Ferruccio Parri organizzarono e condussero a termine la evasione di Filippo Turati dall'Italia. Processati per quel reato, Parri e Carlo non solo rivendicarono a viso aperto la propria responsabilità, ma passarono al contrattacco, affermando il loro dovere di favorire la evasione dall'Italia del vecchio uomo politico iniquamente perseguitato. Col loro contegno, dignitoso e risoluto, strapparono una condanna assai mite, che fu trionfo morale. Scontata la pena, e mandato a confino nell'isola di Lipari, Carlo ne fuggf nel 1929, con una evasione romanzesca, che per intelligenza e audacia ricorda quelle famose di Felice Orsini e di Pietro Kropotkin. L'Associazione Giustizia e Libertà, fondata da Carlo e dai suoi compa1 Discorso pronunciato il 29 aprile 1951 in Palazzo Vecchio a Firenze in occasione del ritorno dalla Francia delle salme di Carlo e Nello Rosselli. Da "Il Ponte," maggio 1951, pp. 451-461. [N.d.C.] 723 · Bibloteca Gino Bianco

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