Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Carlo e N.ello Rosselli di Nello Rosselli pnma che fossero assassinati. I giornalisti non fecero che inghiottire senza dignità e rivomitare senza scrupoli le informazioni che furono loro somministrate dall'ufficio stampa dell'ambasciata italiana di Parigi. In tutte queste versioni, l'assassinio è attribuito ad elementi antifascisti. Il piano di far assassinare Carlo Rosselli da fascisti attribuendo la responsabilità del delitto a comunisti, era vecchio di piu che un anno. Se nel marzo 1936 dopo le "rivelazioni" del sedicente Zanatta, Carlo Rosselli e i suoi · amici si fossero convinti che i comunisti avevano progettato di fare ammazzare Rosselli, e se in seguito l'assassinio fosse avvenuto, si può essere sicuri che gli amici di Rosselli ne avrebbero in buona fede, ma erroneamente, accusato i comunisti. L'Ovra avrebbe fatto un viaggio e due servizi: si sarebbe sbarazzata di Rosselli e avrebbe sollevato una tempesta d'indignazione contro i comunisti. La manovra del 1936 fu ripresa nel 1937 e adattata alle nuove circostanze. Il posto dei comunisti italiani fu preso dai collaboratori di Rosselli, dai framassoni, dagli anarchici italiani, dagli anarchici spagnoli e dai "bolscevichi" di Valencia, senza far torto ai comunisti italiani. Tutte le versioni mirano a disonorare la memoria di Carlo e di Nello Rosselli, presentandoli come uomini capaci non solo di arrendersi a Mussolini, ma anche di tradire i loro compagni di fede, rivelando alle autorità italiane i segreti di cui erano depositari. Già nel 1936 Mussolini aveva tentato il colpo di far credere che Carlo Rosselli fosse pronto a passare sotto le bandiere fasciste. Questo di cercare la distruzione morale degli avversari è un metodo caratteristicamente mussoliniano. Se egli può comprare i suoi avversari e cosi distruggerli moralmente senza ammazzarli, egli trionfa in tutta la pienezza della sua gloria. Se gli avversari sono irreducibili, Mussolini li fa seppellire in prigione, o li confina in un'isola, o li spedisce all'altro mondo; ma anche allora il suo trionfo è completo solamente se l'avversario può essere moralmente distrutto. Carlo e Nello Rosselli non possono essere stati ammazzati nello stesso tempo da tanti nemici. Se una teoria fosse vera, tutte le altre cadrebbero. Eppure tutte quelle teorie furono rimescolate e presentate insieme dagli stessi giornalisti. Lo scopo di chi fabbricò tutte quelle versioni, è evidente: fare confusione. Anche questa manovra è caratteristicamente mussoliniana. La mattina dell'll giugno 1924 Mussolini fu informato che Matteotti era stato assassinato nel pomeriggio del giorno prima, dalla banda di Amerigo Dumini, frequentatore assiduo dell'ufficio stampa di Mussolini. Quando, nel pomeriggio dell'l l giugno, cominciò a diffondersi nella Camera dei deputati la voce che Matteotti era sparito, Mussolini fece le viste di non dare importanza al fatto e mise in circolazione la notizia che Matteotti aveva ricevuto alcuni giorni prima un passaporto per l'estero: dunque, doveva essere andato all'estero. Alla mattina del 12 giugno il direttore generale della polizia, De Bono, telegrafò alla stazione ferroviaria della 716 BiblotecaGino Bianco

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