Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Carlo e N_ello Rosse/li esistiti. Nessuno mai ne parlò prima che fosse necessario deviare dai fascisti le responsabilità del delitto. Essi furono inventati a Roma. 6) L'ipotesi che l'assassinio debba attribuirsi ai comunisti italiani, 1 quali volevano impedire a Rosselli di rivelare i loro segreti a Mussolini, è appena degna di essere ricordata. I comunisti, certo, combattevano il movimento di Giustizia e Libertà, in cui vedevano un attivo concorrente in Italia. Ma le controversie non avevano mai assunto un tono tale da indurre a odii mortali. Anzi le relazioni fra Carlo Rosselli e i leader dei comunisti erano diventate piu amichevoli via via che 1 comunisti avevano abbandonato le dottrine "totalitarie" anteriori al 1935, e si erano messi a predicare l'unità d'azione contro il fascismo fra tutti i gruppi antifascisti italiani. Questo era stato sempre il desiderio di Carlo Rosselli e lui secondava la nuova tattica dei comunisti di tutto cuore. Quando Gramsci morf in Italia, Carlo dedicò a commemorarlo con rispetto e affetto una pagina e mezza di Giustizia e Libertà (30 aprile), dedicò due pagine del giornale a riprodurre i suoi scritti (7 maggio) e parlò nella commemorazione pubblica di Gramsci il 22 maggio a Parigi. Quanto ai loro segreti, i comunisti non hanno l'abitudine di confidarli alle persone che non fanno parte del loro movimento. ' 11. Tutte le vie conducono a Roma Tutte le versioni hanno la tendenza a deviare dai fascisti la responsabilità del delitto, e tutte hanno in comune la frottola dei documenti o delle informazioni segrete, di cui Carlo Rosselli sarebbe stato depositario e di cui era pronto a far mercato con Mussolini. Se dovessimo credere ai giornalisti mussoliniani, Carlo Rosselli era un archivio ambulante di documenti segreti che avrebbero potuto compromettere tutto il mondo; tutto il mondo sapeva che Carlo Rosselli era in trattative con Mussolini e meditava di tradire i segreti di tutto il mondo; Carlo Rosselli si portò i suoi documenti a Bagnoles, quasi che non ci fosse a Parigi nessun luogo sicuro per nasconderli, anzi se li portava in tasca in automobile anche quando andava a zonzo, tenendoli H a disposizione di chiunque avesse voluto solamente prendersi il disturbo di assassinarlo. Ma prima che Carlo Rosselli fosse assassinato, nessuno di quei giornalisti cos1 bene intormati dette ai suoi lettori la ghiotta notizia d~lle trattative fra Rosselli e Mussolini. Nessuno di coloro che erano minacciati dal tradimento di Rosselli trovò mai che fosse il caso di rivelare le trattative di Rosselli con Mussolini. La calunnia delle trattative e la fandonia dei documenti e delle informazioni segrete spuntarono nei giornali mussoliniani solamente dopo il delitto. I giornalisti che scrivono sul Matin e sugli altri fogli della stessa risma, non avevano nessuna ragione personale per inventare quella calunnia e quella frottola. Probabilmente essi ignoravano finanche l'esistenza di Carlo e 715 Bibloteca Gino Bianco

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