Carlo e Nello Rosse/li . Nitti deve essere dichiarato nemico della Nazione e condannato a morte, condanna che dovrebbe essere eseguita da qualsiasi italiano che riuscisse a colpirlo [ritradotto dall'inglese]. Il settimanale milanese Il Torchio, del 19 giugno 1927, scriveva infine: Avanti, fascisti, voi che amate il Duce con appassionata devozione, attraversate le frontiere. Attraversatele a decine, a centinaia, a migliaia. Battete tutte le strade del mondo. Frugate ogni paese. Infilzate la punta della vostra baionetta ovunque. Le vostre arnù saranno macchiate di sterco, di veleno e di sangue. Ciò che si deve fare nei sacri nomi dell'Italia e del Duce è combattere, è sopprimere senza pietà e senza timore, senza rimorso, una buona volta per tutte tutti i falsi italiani, tutti i finti italiani, tutti gli ex italiani [ ... ] . Dovunque si abbiano da cere.arei, essi debbono essere abbattuti. Il loro sterminio dev'essere inesorabile e assoluto. Non deve sopravvivere neppure il loro ricordo. Soltanto cosi l'Italia può essere salvata dall'abisso. La salvezza del Duce lo richiede. Fascisti, avanti: uccidete! [ritradotto dall'inglese]. Il regio decreto del 10 agosto 1927 incoraggiò le persone volenterose a seguire questi consigli, stabilendo che chiunque "all'estero subisca infortuni in qualsiasi conflitto o aggressione, mirando direttamente o indirettamente a un fine nazionale," ha diritto a una pensione. Nessuna distinzione viene fatta tra l'infortunio subito nell'aggressione di un antifascista e l'infqrtunio subito in caso di legittima difesa. In tal modo l'omicidio degli antifascisti emigrati è ufficialmente incoraggiato e promosso. IO. La calunnia dopo l'assassinia3 Se dovessimo credere a quei giornalisti che in Francia e fuori di Francia si onorano di servire, senza dubbio disinteressatamente, la politica mussoliniana, vi era in questo mondo un infinito numero di persone, che avevano le loro buone ragioni per vedere distrutto Carlo Rosselli, ed anche suo fratello Nello. Queste persone erano: 1) i piu intimi collaboratori di Carlo Rosselli; 2) i framassoni; 3) gli anarchici italiani; 4) gli anarchici spagnoli; 5) il Governo "bolscevico" di Valencia; e 6) i comunisti italiani; insomma tutti i nemici di Mussolini. Mussolini, lui solo, non aveva nessun motivo di sentirsi disturbato dall'attività di Carlo Rosselli. Perciò Mussolini, lui solo, deve essere lasciato fuori discussione. Esaminiamo uno per uno i falsi bersagli. 1) Secondo la versione che fu pubblicata in Parigi con la prima notizia dell'assassinio, Carlo Rosselli aveva recentemente confidato a "parecchi amici" che egli intendeva rinunciare ad ogni attività antifascista e 3 Sul tema delle responsabilità dell'assassinio Salvemini tornò a piu riprese con scritti, precisazioni, polemiche. Il saggio definitivo può considerarsi quello raccolto in No al fascismo, Einaudi, Torino 1957, pubblicato in Opere, VI, vol. II, pp. 600-6.32. [N.d.C.] 709 Bibloteca Gino Bianco
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