Carlo e N elio Rosse/li perfettamente versato in questo genere di operazioni. Nello, dall'altra parte dell'automobile, fu aggredito dagli altri sicari. Questi erano meno pratici, dovettero colpirlo piu volte prima di ucciderlo, mentre egli si difendeva con le mani meglio che poteva. Compiuta la strage, i sicari trascinarono i cadaveri per alcuni metri nel bosco, e li abbandonarono sotto le frasche. Allora si allontanarono, alcuni nell'automobile in cui erano venuti, altri in quella di Carlo. Portando questa automobile lontano dal luogo del delitto, essi si proponevano di ritardare la scoperta dei cadaveri. Dopo una decina di chilometri, la macchina di Carlo si fermò per mancanza di benzina e bisognò abbandonarla sul margine della via. Allora tutta la comitiva si raccolse nell'altra automobile e svanL I sicari senza dubbio miravano a Carlo e non a Nello. Questi fu ucciso perché si trovava insieme col fratello. I sicari erano cosi'.poco interessati a lui, che gli lasciarono addosso il portafogli, mentre portarono via quello di Carlo. L'assassinio di Nello è l'episodio piu atroce in questo selvaggio delitto. Chi aveva interesse a far sopprimere Carlo Rosselli? La moglie e gli amici di Carlo immediatamente accusarono il fascismo. Le duecentomila persone che a Parigi parteciparono o assistettero al corteo funebre dei due fratelli, erano della stessa opinione. Questa e non altra è l'idea che si presenta ovvia a chiunque consideri la personalità di Carlo Rosselli, e i metodi con cui la dittatura fascista sopprime gli avversari come Matteotti, quando non può seppellirli in galera o confinarli in un'isola fuori del mondo. In Italia tutti quelli che hanno conservato l'uso della ragione, sono convinti che si tratta di delitto fascista. Carlo Rosselli era uno dei piu coraggiosi, attivi e aggressivi avversari che Mussolini avesse fuori d'Italia. La sua agiatezza gli consentiva di dedicare tutto il suo tempo e tutta la sua energia all'azione politica. Col suo patrimonio egli contribuiva largamente alle spese per il movimento. Chi volle l'assassinio poteva sperare che il settimanale Giusti'zi'a e Libertà sarebbe morto quando l'opera di Carlo e i suoi contributi finanziari fossero venuti meno. Poteva sperare che tutto il movimento, che si era sviluppato intorno a quell'uomo in Italia e fuori d'Italia, si sfasciasse. Colpisci il pastore e si disperderanno le pecore. Chi fece uccidere Rosselli poteva anche sperare di· spargere il terrore fra gli antifascisti piu attivi fuori d'Italia. La sorte di Rosselli dovrebbe servire di lezione agli altri. Farinacci, membro del Gran Consiglio del fascismo, nel numero del 22 giugno del suo giornale Il Regi'me Fascùta, non osò affermare francamente che l'assassinio di Rosselli dovesse attribuirsi ai fascisti, ma proclamò che se tale "atto di giustizia" fosse stato compiuto da fascisti, lui, Farinacci "non avrebbe tentennato a giustificare i fascisti" "per assumere le responsabilità." Nel numero del 2 luglio, lo stesso giornale informando i lettori che duemila antifascisti a Tolosa avevano tenuto un comizio per protestare contro l'assassinio di Rosselli, e che nel comizio aveva 707 Bibloteca Gino Bianco
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