Carlo e N.ello Rosselli domanda disciplina sotto un comando accentrato. La rivoluzione produce lo sfacelo della vecchia macchina amministrativa. Grande forza di volontà, pazienza instancabile, costante simpatia umana verso il popolo spagnolo nella sua lotta per liberarsi dal morto peso del passato, erano necessarie per mantenere relazioni amichevoli fra un gruppo di combattenti stranieri, la popolazione locale e le autorità di Barcellona. Anche la preservazione di rapporti cordiali fra i diversi elementi politici, che formavano la colonna, non era sempre impresa facile. Le formazioni di · volontari, basate sul principio della disciplina liberamente accettata, sono magnifiche di coraggio quando sono chiamate a battersi, ma si disgregano facilmente nei lunghi mesi di inerzia imposti da una guerra di posizione quale si ebbe in Aragona dopo l'agosto 1936. Le dure realtà della vita sono destinate a produrre grandi delusioni nell'idealista che scende con esse a contatto. Alla fine del novembre 1936 Carlo si ammalò di flebite e fu preso in cura all'ambulanza svizzera, a Castillo San Luis. Mentre era incatenato a letto, i contrasti fra gli anarchici e gli altri gruppi che formavano la colonna diventarono cos1 acuti che Carlo e circa altri trenta volontari, quasi tutti ufficiali, presentarono le loro dimissioni. Frattanto, nell'ottobre 1936, era diventato chiaro a tutti che Mussolini e Hitler intervenivano in Spagna su larga scala. Solo allora il Governo di Madrid cessò dall'opporre resistenza alla formazione di altre colonne di volontari non spagnuoli. Un battaglione di antifascisti italiani, organizzato ad Albacete, fu mandato come reparto della Brigata internazionale a cooperare alla difesa di Madrid. Prese il nome di battaglione Garibaldi. Le sue unità erano denominate dai piu noti martiri della causa antifascista. Una compagnia ebbe il nome di Matteotti, un'altra quello di Gastone Sozzi, il giovane comunista che nel 1928 fu torturato e ucciso nella prigione di Perugia; un'altra prese il nome di Lauro de Bosis, il giovane monarchico che nel 1931 volò su un aeroplano su Roma seminando manifesti in cui eccitava il re a liberare l'Italia dalla schiavitu, e che si annegò ritornando verso la Corsica. Questa varietà di nomi dimostra -che nessun credo politico aveva il monopolio nel battaglione. Uno speciale corrispondente del Manchester Guardian, 12 giugno 1937, descrisse nei termini seguenti i diversi gruppi nazionali della Bri• gata internazionale: Ogni nazionalità ha dimostrato attitudini proprie. Gli svizzeri sono formidabili per la loro aspra ostinazione e la loro impazienza quando non possono muovere all'attacco. I polacchi sono gentili, romantici, audaci e assolutamente indifferenti al pericolo. Gli inglesi sembrano trattare la guerra come un lavoro che deve essere fatto, e lo fanno bene: dei pacifisti provenienti dalle università inglesi si dice che sono eccellenti mitraglieri. I bulgari preferiscono le granate a mano: somigliano ai "dinamiteros" spagnoli che attaccano i nidi di mitragliatrici con granate a mano di produzione domestica. I francesi hanno avuto il piu largo numero di disertori perché per essi era piu facile che per altri venire e andarsene, ma quelli che sono rimasti sono uomini di valore e impeto prodigiosi. Gli americani formano un'élite per il loro calmo coraggio e la loro 704 BiblotecaGino.Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==