Carlo e Nello Rosselli In questi anni, la crisi economica mondiale, che investi: l'Italia nel 1930, dopo tre anni di acute difficoltà locali causate dalla rivalutazione della lira, e poi la guerra di Abissinia, e poi la guerra di Spagna hanno creato una situazione economica del tutto nuova. Tutte le banche italiane, grandi e piccole, sono oggi controllate dal governo e amministrate da suoi uomini di fiducia. Quasi tutte le piu grandi compagnie di navigazione sono fallite e il governo ha dovuto mettersele sulle spalle. La maggioranza delle grosse imprese industriali hanno avuto lo stesso destino. I proprietari di · terre sono tutti rovinati e piu estese sono le loro proprietà, piu disperate sono le loro finanze. Mussolini sta espropriando tutti gli italiani per tener su una macchina militare, burocratica e poliziesca sproporzionata alle capacità economiche del paese. Questa espropriazione universale è chiamata da alcuni "socialismo" e magari "comunismo," e a Mussolini non dispiace di essere presentato agli sciocchi come un "socialista." La verità è che Mussolini non socializza niente. Egli distrugge la ricchezza di tutti, meno che quella di una oligarchia sempre piu ristretta di nababbi, le cui attività sono collegate con le produzioni militari (siderurgia, metallurgia e industrie meccaniche, industrie chimiche, industrie della gomma, certi rami dell'industria tessile, ecc.). L'Italia vive oggi sotto un regime di "capitalismo di guerra" che ha messo sotto il controllo dei capi del partito fascista e dell'alta burocrazia civile e militare non solo le classi medie e le classi inferiori, ma anche la piccola oligarchia dei nababbi. Questi debbono cedere una parte dei loro profitti ai capi del partito e agli alti burocratici, che si arricchiscono anch'essi sulla miseria generale. 11ussolini, l'antico marxista estremista, ha creato in Italia una situazione analoga a quella profetizzata da Marx: concentrazione della ricchezza in un numero sempre piu ristretto di mani, proletarizzazione delle classi medie e miseria crescente di un proletariato al quale non rimangono che le sue catene. Solamente, questa trasformazione non è avvenuta grazie ad un progresso nella tecnica della produzione, che abbia aumentato la massa dei beni disponibili mentre la popolazione proletaria diventava incapace ad acquistarli. Quel che avviene in Italia con rapidità non mai vista è che un sistema politico ed amministrativo parassitario concentra i progressi tecnici verso le industrie di guerra, paralizzando la produzione su tutti gli altri campi e non lasciando nessun'altra ricchezza da socializzare. Ogni movimento rivoluzionario antifascista, oggi, in Italia, deve tener conto di questa nuova situazione economica che è sorta fra il 1930 e il 1937. Non si tratta piu oggi solamente di punire con la espropriazione i responsabili della politica dittatoriale. Oggi è necessario salvare dalla fame l'intero popolo italiano riorganizzando da cima a fondo una struttura economica, che è stata rovinata da quindici anni di politica pazza e malvagia. Le idee di Carlo nel 1937 erano in una fase di profonda rielaborazione. Mentre i comunisti avevano adottato molte fra le vedute originarie di Giustizia e Libertà, Carlo nelle questioni economiche si era spostato verso 700 BiblotecaGino Bianco
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