Carlo e Nello Rosselli essere formata un'avanguardia preparata spiritualmente ad intervenire in Italia non appena se ne presenti il bisogno. 11 lavoro in Italia non poteva dissociarsi dal lavoro fuori d'Italia, ma era il piu importante. Il lavoro in Italia doveva essere basato sulle condizioni interne dell'Italia e non sulle dottrine e sulle illusioni degli esuli. In Italia dovevano essere chiamati a unità d'azione tutti gli antifascisti disposti a correre il rischio della lotta contro il nemico comune. Né in Italia né fuori d'Italia, Giustizia e Libertà propose mai la fusione di tutti i vecchi partiti in un solo partito. In Italia tutti gli elementi attivi di tutti i partiti dovevano associarsi provvisoriamente per l'azione rivoluzionaria in un programma minimo comune. Dopo la caduta del regime fascista, ciascuno avrebbe ripresa la sua libertà d'azione nel proprio partito, associandosi con coloro che erano rimasti fuori della lotta rivoluzionaria, ma che in un regime libero avrebbero partecipato alle normali e legali attività politiche. 7. Una storia che non può essere scritta La storia dei successi e delle sconfitte a cui Rosselli e i loro am1c1 andarono incontro, non si può ancora scrivere. I successi clamorosi furono pochi. Uno merita di essere ricordato. Nel maggio ,del 1930 un aeroplano volò nel cielo di Milano inondando la città con una pioggia di fogli volanti, in cui gli italiani erano esortàti alla lotta contro il fascismo. L'aeroplano era pilotato da un giovane, Giovanni Bassanesi, che aveva fatto poche ore di volo prima di arrischiarsi a quella impresa. Suo compagno di avventura fu Dolci, quello stesso Dolci che un anno prima era andato a raccogliere Carlo, Lussu e Nitti nel porto di Lipari. L'aviazione fascista dette in quella occasione una prova, come direbbe Mussolini, "inequivocabile" di inefficienza. L'aeroplano di Bassanesi, dopo essersi fermato sul cielo di Milano per un~ buona mezz'ora, poté tornarsene comodamente in Svizzera. Qui nell'atterrare si sfasciò. , Tutto fini'. con la rottura di una gamba di Bassanesi, che guad in sei settimane, e con un processo a Lugano contro Carlo e Alberto Tarchiani, colpevoli di avere organizzato l'impresa, processo che si concluse con una assoluzione trionfale. Il successo che conta piu - il diffondersi della organizzazione clandestina di Giustizia e Libertà in Italia - non può essere calcolato da nessuno. Carlo stesso non avrebbe potuto misurarne la vastità. Chi può dire fin dove arriverà e quando fruttificherà un seme abbandonato al vento? Le idee sono come i semi: dopo essere rimaste per anni ed anni allo stato di incubazione, ad un tratto si diffondono con rapidità fulminea. Quel che importa è che esse rimangano attive nella mente di qualcuno. Se il numero dei processi innanzi al Tribunale speciale per la difesa dello Stato fascista si prende come indice del movimento clandestino - e senza dubbio è un in- ' dice significativo - questo si può affermare senza tema di smentita: che in 697 Bibloteca Gino Bianco
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