Carlo e N elio Rosselli sta all'antifascista delle classi medie. A tutte le classi che contribuivano alla produzione col proprio lavoro intellettuale e manuale dovevano essere restituite le libertà• politiche. Un'assemblea costituente eletta a suffragio universale doveva decidere sulla costituzione della repubblica democratica italiana. 'In attesa che questa costituzione fosse formulata, le commissioni di fabbrica, abolite dai fascisti nel 1925, dovevano essere immediatamente ristabilite ovunque; i contratti di lavoro conchiusi dalle organizzazioni fasciste dovevano essere annullati e sostituiti con nuovi contratti negoziati da rappresentanti llberamente eletti; le proprietà del partito fascista e delle organizzazioni fasciste, tanto quelle usurpate alle antiche organizzazioni antifasciste, quanto quelle create col denaro estorto al popolo italiano, dovevano essere trasferite alle nuove libere organizzazioni operaie; le spese militari e di polizia dovevano essere fortemente ridotte; il dazio sul grano abolito; gli affitti delle case operaie ridotti; la costruzione di nuove case operaie promossa su larga scala; le grandi imprese capitaliste e monopolistiche dovevano essere nazionalizzate; le medie e piccole imprese incoraggiate ad organizzarsi in cooperative di acquisto, produzione, ven- ·dita; i trattati del 1929 fra Pio XI e Mussolini dichiarati nulli; le proprietà di chi aveva assunto complicità nella dittatura, confiscate; i capi fascisti processati da un tribunale rivoluzionario. A coloro che accusavano Giustizia e Libertà di promettere troppo poco in confronto con la rivoluzione totalitaria comunista, Giustizia e Libertà rispondeva che "è meglio promettere poco e mantenere la propria promessa, che deludere il popolo promettendogli mari e monti." "Il nostro programma ·non è definitivo"; in un regime di libertà politica e di suffragio universale "chi ha piu filo farà piu tela," cioè i migliori prevarranno .. "Il giorno in cui socialisti, comunisti, repubblicani, democratici e antifascisti sinceri concorderanno nel compiere un grande sforzo comune, quel giorno il fascismo cadrà. Sotterriamo le nostre divergenze meschine. In nome di Matteotti, di Sozzi, di Amendola, di don Minzoni, uniamoci e combattiamo come un sol uomo." Matteotti era un socialista riformista, Sozzi un comunista, Amendola un democratico e don Minzoni un democratico-cristiano. Tutti erano stati assassinati dai fascisti. Il nuovo' movimento naturalmente fu stigmatizzato dai · comunisti come "borghese," anzi '~fascista," dai democratici legalitari come estremista pericoloso, e dai socialisti tradizionali come "romantico" e "quarantottesco." Chi farà la storia della emigrazione italiana nel tempo fascista, non potrà non notare che, nelle pubblicazioni di Giustizia e Libertà, le controversie con gli altri gruppi antifascisti hanno sempre occupato uno spazio assai limitato: appena· quanto era necessario per evitare che si diffondessero false idee ed equivoci in Italia. Giustizia e Libertà intendeva concentrare il massimo della sua attività in Italia. Se avesse potuto rinunziare ad ogni azione all'estero, vi avrebbe volentieri rinunziato. Ma vivono fuori d'Italia dieci milioni d'italiani. Anche tra questi italiani deve 696 BiblotecaGino Bianco
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