Carlo e Nello Rossellì identiche a quelle di Carlo. Nello era un democratico della tradizione mazziniana. Carlo era un socialista indipendente che cercava di conciliare la democrazia e il socialismo. Ma i due fratelli si adoravano. Discutevano a perdita di fiato dalla mattina alla sera. Ognuno rimaneva della propria opinione, ma la loro affezione rimaneva intatta. , 6. Gi'ustizia e Libertà Non appena arrivarono a Parigi, Carlo e Lussu fondarono, insieme con altri esuli italiani, una nuova organizzazione antifascista: Giustizia e Libertà. Non si fa torto a nessuno dei collaboratori di Carlo Rosselli se si afferma che l'attività di Giustizia e Libertà fu dovuta in massima parte a lui. Potendo vivere del suo, egli dedicò tutto il suo tempo a quel lavoro, contribuendo generosamente alle spese. Uno che gli fu compagno fedele 1n tutte le sue azioni, ha scritto di lui: Dodici ore di seguito al volante, viaggi estenuanti, notti al tavolino, rischi gravissimi, sofferenze morali, delusioni atroci, defezioni, sorprese penose, tradimenti - nulla rifiutò e nulla gli fu risparmiato. Ma egli guardava al fine, con una fissità che nessuno di noi poteva uguagliare, e si avventava innanzi incontro all'avvenire. Pareva fosse sospinto da un irresistibile impulso verso un Golgota che doveva salire un giorno. Non vedeva l'ostacolo, ma al di là, la valle fiorita e luminosa della sua speranza. Stampò libri, opuscoli, foglietti, manifesti, tessere, francobolli. Fu il piu assiduo, il piu umile, il piu disciplinato... Non dava tregua né a sé, né ai compagni di lotta, né agli avversari. In prigione e al confino Carlo aveva riflettuto a lungo sulle esperienze politiche italiane degli ultimi anni. Aveva rielaborato le sue idee sul movimento socialista e, in segreto, ne aveva fatto un libro, il cui manoscritto affidò a sua moglie perché lo trafugasse fuori d'Italia. Il libro fu pubblicato in francese nel 1930 col titolo Socialisme libéral. Come ha giustamente osservato il signor Bouglé in un bell'articolo scritto dopo l'assassinio, Carlo, in quanto afferma in quel libro la necessità di un'alta ispirazione morale nel movimento delle classi lavoratrici, si divide da Marx e si avvicina a Proudhon. Ma piu che da Proudhon, Carlo fu guidato da Mazzini. Mazzini non meno di Proudhon appartiene a quella scuola di "socialisti utopisti" che Marx combatté fieramente in tutta la sua vita. Non solamente la tradizione mazziniana era rimasta sempre viva nella famiglia di Carlo, ma Carlo non doveva fare altro che guardare alla vita dello stesso Marx per vedere quanto quella vita contrastasse col cosiddetto "realismo'' marxista. Se veramente la giustizia e la libertà fossero state per Marx niente altro che "prostitute metafisiche," perché Marx avrebbe accettato la vita disagiata del rivoluzionario invece di vendere la sua penna ai capitalisti del suo tempo e vivere nell'agiatezza? In Parigi Carlo diresse dal 1932 al 1935 una pubblicazione periodica 691 BiblotecaGino Bianco
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