Carlo e Nello Rosselli anni di volontà incrollabile all'impresa, seguendo a passo a passo ogni tentativo, curando tutti i particolari dell'esecuzione, riprendendo la tela dov'era stata rotta dalla mala fortuna, intelligente, paziente, instancabile. Chi fra i 450 fascisti, che caddero nella guerra civile uccidendo 3.000 antifascisti con la certezza dell'impunità, potrebbe essere paragonato a questi uomini? Il 31 luglio la moglie di Carlo fu arrestata a Courmayeur dove stava con Mirtillino convalescente e la madre di Carlo. Nonostante che aspettasse un secondo bambino e che soffrisse di un difetto cardiaco, fu tenuta per • ventiquattr'ore nella prigione di Aosta, in una stanza sporchissima, insieme con prigioniere di diritto comune e altre sventurate. Per le proteste della madre di Carlo, le fu permesso dimorare in un albergo vicino alla prigione sotto la sorveglianza della polizia. Per sua fortuna essa era inglese di nascita, e il suo arresto provocò un clamore di proteste nella stampa inglese. Il 14 agosto fu liberata, ma il 17 agosto l'ambasciata italiana a Londra smenti che "fosse stata mai arrestata o molestata in alcun modo." Dopo che fu liberata sorse un altro problema: le sarebbe stato permesso lasciare l'Italia e raggiungere il marito? Dopo altre due settimane di clamore nella stampa inglese, Mussolini capitolò. Il 5 settembre essa ncevette il passaporto e attraversò la frontiera col suo bambino. 5. Esule in Patria Nello pagò anche lui la pena per la fuga di suo fratello. Egli fu arrestato a Fiuggi lo stesso giorno in cui sua cognata era arrestata ad Aosta, e fu coniìnato all'isola di Ponza. Al tempo del Risorgimento i Borboni mandavano i prigionieri politici a marcire nel penitenziario di Ponza insieme ai condannati per diritto comune. La storia si ripete. L'ira di Mussolini si calmò dopo quattro mesi, e Nello fu liberato senza sapere p~rché. Egli sopportò la sua nuova sfortuna con sereno coraggio, come era sua abitudine. Uomini come Nello Rosselli non hanno la vita facile in Italia, oggi, anche quando, l'indipendenza economica li esime dalle umiliazioni a cui deve sottomettersi chi ha da guadagnarsi il pane, anche quando l'indifferenza per gli onori li immunizza contro le forme piu indirette, ma non meno perfide di corruzione morale. La loro muta resistenza deve affermarsi ogni giorno, dinanzi alle minacce e alle lusinghe. Dopo anni di lott:i estenuante, anche uomini di forte carattere si fiaccano e si arrendono. Pi {1 volte gli amici lo consigliarono di stabilirsi fuori d'Italia. Non volle mai. Diceva essere necessario che qualcuno rimanesse in Italia a dare l'esempio di non cedere. Le sue condizioni economiche gli permettevano di dar quel1'esempio. Era suo dovere di darlo. Ma andava soggetto a crisi di sconforto e depressione, in cui si sentiva esule nella sua patria. Egli desiderava un'Italia che fosse madre a tutti i suoi figli e matrigna a nessuno, un paese senza tiranni e senza schiavi, e spesso disperava che un'Italia siffatta po688 BiblotecaGino Bianco
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