Carlo ç Nello Rosselli legge fascista, per complici,tà nell'espatrio per ragioni politiche, era di tre anni, e la massima di sei. Per motivi non politici, la pena era da sei mesi a tre anni. Tutti aspettavano il massimo della pena. Il corrispondente speciale del Manchester Guardian scrisse: I giudici ritornarono dopo cinque ore di deliberazione in camera di consiglio. Il presidente rapidamente annunziò che gli accusati erano condannati a dieci mesi di prigione. Vi fu un momento di stupore, ma subito tutti capirono. I giudici avevano ascoltato la voce della giustizia, dell'umanità e della loro coscienza. Avevano respinto la domanda del procuratore del re perché l'espatrio fosse punito come dovuto a ragioni politiche, e, cos1 facendo, avevano rischiato tutta la loro carriera. Vi furono scoppi di applausi e grida: "Viva, vivai" I prigionieri, stupefatti, quasi in sogno, ricevettero infinite strette di mano. "Siete contenti?" domandavano le guardie. "Siete contenti?" domandavano tutti. Un avvocato fascista attraversò la folla come un uragano, gli occhi 1 . "Q " h f . " 'd' ' ucent1: uant e vero c e sono asc1sta, ne sono contento, gn o e span. Un altro avvocato fascista sentenziò: "Dieci processi come questo, e ii regime fascista è liquidato.,, Dei dieci mesi, otto erano stati già scontati in attesa del pubblico dibattimento. Allo spirare dei dieci mesi, Rosselli e Parri, invece di essere liberati, furono condannati dalla polizia a cinque anni di confino nell' isola di Lipari. Sono a Lipari da sei mesi - scrisse Carlo nel 1929 - Marion è qui, il Mirtillino è qui. Ho molti amici, vivo discretamente, leggo, di nascosto scrivo. Ma sono già stufo, orrendamente stufo di questa vita da pollaio, di questa falsa apparenza di libertà. Meglio, forse, la prigione. In una cella la impossibilità di fuggire è evidente e il sacrificio piu netto. Il confino è una grande cella senza muri, tutta cielo e mare. Funzionano da muri le pattuglie dei militi. Muri di carne ed ossa, non di calce e di pietra. La voglia di scavalcarli diventa ossessionante. Il mare è solcato da navi e da barche. I motoscafi della polizia sono il nostro supplizio di Tantalo. Lunghi calcoli sulle carte. Tunisi, Malta, Corsica. 300 miglia, 250 miglia, 400 miglia. Studio dei servizi, dei viottoli. Lipari va bene per pensionati politici, non per uomini che intendono battersi, lavorare. Le ragioni che ci hanno condotto qui sono già scontate, dimenticate. Abbiamo sete di nuovi reati, sete d'azione. Non siamo delinquenti occasionali, ma professionali. Tre anni di inattività sono un omaggio già enorme al fascismo. Bisogna far punto e a capo. Un giorno Carlo fu arrestato e condotto a Palermo, nessuno sapeva perché. La moglie lo seguL A furia di andare dalla questura ai carabinieri e di qui al Tribunale speciale, venne a sapere che l'arresto era dovuto ad un errore di nome. Dopo una settimana di vita tormentosa nella prigione di Palermo, Carlo fu rimandato a Lipari. Nel dicembre 1927 Emilio Lussu, dopo essere stato per un anno nelle prigioni di Cagliari, fu trasferito a Lipari. Non appena lui e Rosselli si incontrarono, decisero di fuggire. Non parlavamo che di fuga, alla frenesia. Le variazioni su questo tema erano m tutti i tempi: passato, presente, futuro e condizionale. Fuga su una barca, su un motoscafo, su un piroscafo, in aeroplano, in dirigibile. Fuga, fuga, fuga. Noi vogliamo fuggire. Fuggiremo, possiamo, dobbiamo fuggire. Parlai a mia moglie della mia decisione. Essa la trovò perfettamente naturale. Ed io credevo che lo spirito di avventura 686 Bibloteca Gino Bianco
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