Carlo e Nello Rosselli La notte era tempestosa. Piu volte il motoscafo minacciò di naufragare. Finalmente i profughi sbarcarono in Corsica. Lasciando Turati sotto l'ospitalità .francese, Carlo e Parri tornarono 1n Italia ~ riprendere la lotta. 3. L'isola di Ustica Poche ore dopo essere sbarcati dall'autoscafo in un punto disabitato sulla costa ·settentrionale della Toscana, Carlo· e Parri si imbatterono in una pattuglia di doganieri e furono arrestati. Dopo una settimana di prigione- a Massa, Carlo fu trasferito a Milano e di là a Como per la sua presunta complicità con Bauer. La moglie di Carlo che aspettava il suo primo bambino, viaggiò da Milano a Como nello stesso treno, in un alt,ro scompartimento. Sia ricordato a onore del popolo italiano che i carabinieri, violando i regolamenti, le permisero di salutare il marito incatenato, in loro presenza, tanto alla stazione di Milano quanto a quella di Como. Dopo tre mesi di carcere a Como, Carlo fu spedito a Savona dove. si trovavano già Parri e gli altri accusati per la fuga di Turati. Innanzi al ·giudice istruttore, Carlo e Parri affermarono il loro diritto ·e· dovere dì salvare__il loro vecchio amico dal trattamento indegno a cui era soggetto·. Essi misero per iscritto le ragioni che avevano per resistere alla dittatura. Della dichiarazione di Carlo diamo un solo punto: Nell'interrogatorio dissi, e confermo, cl).e fu la ragione politica, è non l'affetto o la solidarietà di partito, a determinarmi a promuovere ed organizzare l'evasione di Filippo Turati ·dalla prigione italiana. Alla giustizia, che persegue una rete inesistente di complicità - o ancora trattiene persone estranee assolutamente al reato - non deve essere taciuto che il responsabile ·primo ·ed unico, che la coscienza degli uomini liberi incrimina, è il fascismo., Il fascismo che ha soppresso con violenze cieche e fulminato con leggi inique ogni possibilità di opposiz1one legale; che; in nome di una Patria usurpata a pro' della faziorie e di una ~olidarietà sociale che proprio esso ha lacerato, ha raso al suolo l'edificio di opere eretto in trent'anni di sacrificio dai lavoratori italiani; che, con la legge del bastone, stru.qient? della sua potenza e della sua Nemesi, ha inchiodato in servitu milioni di cittadini, gettandoli nella tragica alternativa della supina acquiescenza o della fame o dell'esili.o. Esso, non altri, è l'autore di quel fuoruscitismo che male accusa di lesa patria. · Sconvolte le basi stesse, le piu intime, della vita morale della Nazione, non réstava ai capi dell'opposizione, dopo le rappresaglie di novembre, che un gesto solo Ha compiere: emigrare perché il mondo sentisse, attraverso il. tormento, lo sdegno, la ribèlli'one degli es1.di,il valore storie~ della civiltà europea. Secondo la legge allora vigente, gli accusati per delitto di espatrio non autorizzato, avevano diritto alla libertà provvisoria in attesa del procésso. L'atìtòrità giudiziaria concesse· la libertà provvisoria, ma la polizia mandò tutti· gli accusati ad aspettare il processo come confinati, nell'isola di Ustica. ' Carlo ha descritto la notte passata nella verminosa prigione dell' Bibloteca Gino Bianco
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