Carlo e Nelio Rosselli battimenti dell'autunno 1918. Il suo libretto militare porta un "encomio solenne," due croci di guerra e una medaglia al valore. Finita la guerra, tornò all'università, si laureò in studi commerciali e divenne insegnante di economia in una scuola secondaria di Milano. Il movimento fascista trovò subito in lui un oppositore risoluto. Dopo l'assassinio di Matteotti, tentò di promuovere in Milano un movimento rivoluzionario, ma i vecchi personaggi autorevoli si opposero ad ogni attività illegale. Speravano che il re li liberasse senza spesa dal ginepraio. Nel 1925 dopo che Mussolini · trionfò di ogni opposizione nell'affare Matteotti, Bauer ebbe ancora il coraggio di iniziare la pubblicazione di un settimanale: Il Caffè. Ogni numero fu sequestrato, e il giornale fu finalmente soppresso nel novembre 1925. Nel 1925 e 1926 Bauer fu piu volte bastonato e la sua casa fu perquisita. Come Rossi, Bauer non era un socialista, ma un liberale di destra. Egli giudicava indegno di un paese civile che i suoi cittadini dovessero essere perseguitati come bestie feroci per le loro opinioni politiche, e si associò a Carlo per metterli in salvo. Una di queste imprese andò a male. Mentre aiutava due giornalisti ad evadere in Svizzera, Bauer fu arrestato insieme a loro. Tutti e tre furono mandati al confino ad Ustica. La polizia, sospettando che Carlo avesse avuto parte in quest'affare, andò ad arrestarlo a casa sua. Carlo non era H. Era occupato altrove. Filippo Turati, il leader dei socialisti riformisti, era tenuto sotto sorveglianza della polizia, giorno e notte, nella sua casa, a Milano. Si prevedeva che sarebbe stato mandato al confino in qualche isola. Aveva quasi 70 anni ed era malato. Carlo decise che quell'uomo doveva essere condotto a salvamento fuori d'Italia. Nei preparativi per la fuga, Carlo fu assistito da Ferruccio Parri, uno dei migliori in questo gruppo di coraggiosi. Parti era insegnante di scuole secondarie allo scoppio della guerra mondiale. Fu due volte ferito in guerra e quattro volte decorato con medaglia al valore. Finita la guerra entrò a far parte della redazione del Corriere della Sera, che era allora il piu importante quotidiano d'Italia e uno dei migliori d'Europa. Nell'autunno del 1925, quando Mussolini riusd a far cacciare dal giornale il suo direttore, senatore Albertini, Parri rifiutò di rimanere nella redazione, sebbene non avesse altre entrate e il nuovo direttore gli offrisse un aumento di stipendio. Egli non aveva nessun legame politico con Turati, ma giudicava che un uomo che aveva dato quarant'anni di servizio disinteressato al proprio paese non doveva essere abbandonato al suo destino. "Finché io conobbi Parri," Carlo scrisse nel 1929, "l'eroe mazziniano era stato per me una astrazione rettorica. Ora io lo vedo innanzi a me in carne ed ossa, con tutto il dolore del mondo e con tutta l'energia del mondo. impressa sul suo viso." Sul principio del dicembre 1926, Turati eluse i suoi guardiani. Viaggiando di notte per la Lombardia, il Piemonte e la Liguria, nascondendosi di giorno nelle case di povera gente, lui e i suoi due giovani amici arrivarono a Savona, nella Riviera di Ponente, dove un 1notoscafo li aspettava. 680 BiblotecaGino Bianco
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