Carlo e N elio Rosselli smo, anche se non fosse lecito aspettarsi dalla loro unione l'avvento del paradiso in terra. Fra i molti mali di cui soffriva l'Italia, bisognava combattere il male maggiore; Il fascismo era il male massimo fra tutti perché pervertiva nel Paese le sorgenti della vita morale. Carlo si iscrisse al Partito socialista riformista, Nello e Rossi al Gruppo dei democratici capitanati da Amendola. Gli altri soci seguirono le loro inclinazioni naturali. Carlo nel 1937 riassunse nelle parole seguenti le esperienze sue e quelle dei suoi amici in quegli anni: Quando il fascismo fece la marcia su Roma, io avevo ventidue anni. La battaglia era già perduta e malamente perduta. La resistenza era stata frammentaria. I capi erano stati passivi o inetti. La massa era stata abbandonata a se stessa. Anche peggiore fu la nostra esperienza nell'affare Matteotti. I vecchi partiti, le vecchie cricche ci impedirono alla lettera di batterci. Dopo cinquant'anni di politica meschina, si rifugiarono in un moralismo impotente, boicottarono ogni azione ardita e furono spazzati via. E noi fummo spazzati via insieme a loro. Il Circolo di coltura fu la prima v1tt1ma delle nuove attività a cui si erano dedicati i suoi soci. Non appena Mussolini ebbe superato la crisi creata dall'assassinio di Matteotti e passò alla controffensiva, il 31 dicembre 1924, i fascisti saccheggiarono la sede del Circolo: mobili, libri; riviste, tutto andò a finire nella strada e fu dato alle fiamme. Il 3 gennaio 1925 il prefetto della provincia ordinò la soppressione del Circolo perché sede di attività antinazionali. Un mese dopo usd in Firenze il primo numero di un foglio clandestino: Non mollare. Ne erano autori Carlo, Nello ed Ernesto Rossi. La soppressione della libertà di stampa produce sempre la comparsa della stampa clandestina. Il Non mollare cambiava tipografia ad ogni numero. Uno dei suoi numeri fu stampato nella tipografia di un giornale fascista di Firenze. Nel suo terzo numero il foglio dette il testo di uno fra i documenti segreti piu gravi del processo Matteotti: il memoriale nel quale Filippo Filippelli, uno degli accusati di complicità nell'assassinio, affermava che lui e i suoi associati avevano eseguito gli ordini di Mussolini. Nell' aprile il re venne a Firenze per inaugurare una esposizione. Il Non mollare consigliò i cittadini a rimanere in casa o ad andarsène fuori di città nel giorno della cerimonia. Il re non era piu il re di tutti gli italiani, era diventato il re dei fascisti. Che gli italiani di Firenze lo lasciassero isolato nelle strade di Firenze coi suoi fascisti. Nella giornata della cerimonia le vie della città rimasero deserte. Le poche centinaia di copie del Non mollare passarono rapidamente da una mano all'altra per tutta l'Italia. Ben presto altri fogli clandestini apparvero in altre città italiane. I capi fascisti di Firenze non potevano credere che dietro a quel piccolo foglio ·di carta vi era solo il coraggio e l'iniziativa di pochi giovani. Si misero in testa che il foglio doveva essere sostenuto da una organizzazione potente. I loro sospetti caddero sulla massoneria. Né Carlo, né 677 Bibloteca Gino Bianco
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