Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Carlo e Nello Rosselli organizzazione operaia e la sua influenza economica! Nello si laureò in storia nel 1923,, con una tesi su Mazzini e Bakunin. Carlo aveva scelto un argomento collegato con la vita presente. Nello aveva cércato un rifugio dal presente nello studio del passato. I due soggetti corrispondevano ai differenti caratteri dei due fratelli. 2. Non mollare Nel 1922, Carlo e Nello fecero am1c1z1a con un altro giovane, Ernesto Rossi, di qualche anno piu anziano di loro. Rossi era andato volontario alla guerra, e vi era stato gravemente ferito ed era stato decorato con una medaglia al valore. Per tendenze era un conservatore, e nel 1919 e 1920 era stato uno di quei giovani coraggiosi che si erano opposti all'ondata rivoluzionaria. Era stato anche collaboratore del giornale di Mussolini. Ma non appena il movimento fascista si era rivelato come una reazione promossa dai grossi industriali e dai generali e favorita dalla polizia e dalla magistratura, Rossi diventò un antifascista risoluto. I tre amici presero l'iniziativa di fondare un piccolo Circolo di coltura fra una dozzina di persone che si riunivano qua e là nelle case dei soci. Il Circolo non era affiliato a nessuna dottrina politica. Uno dei soci riferiva su un argomento economico, politico, filosofico, e poi si discuteva. Chiunque poteva diventar socio purché accettasse il principio della libera discussione. I fascisti, quindi, erano esclusi. Alla fine del 1922 il numero dei soci era cosf aumentato che fu necessario avere una sede regolare. Fra soci e ospiti vi furono riunioni a cui partecipò un centinaio di persone. Vi interveniva spesso una signorina inglese, vivace e bella, Miss Marion Cave, una diplomata dell'università di Londra che insegnava inglese all'Istituto britannico di Firenze e che era destinata a divenire nel 1926 moglie di Carlo. Nessuno in quella gioventu si proponeva un'azione politica immediata. In un regime libero sarebbero stati servitori fedeli della comunità. Sotto il regime fascista la loro intelligenza, la loro coltura, la loro buona volontà erano condannate a rimanere inattive. Ma il regime fascista non era eterno. L'Italia sarebbe, prima o poi, ritornata alle consuetudini dei paesi civili. Nello studio, nella discussione, nella pratica della tolleranza reciproca, quei giovani si preparavano ad assumere i loro doveri di cittadini non appena la situazione del paese lo avesse consentito. Nel giugno 1924, l'assassinio di Matteotti li costrinse a pensare alla vita attiva. Essi si sentivano disonorati da quel delitto selvaggio. In un certo senso essi stessi ne erano responsabili. Invece di discutere accademicamente di economia, scienze politiche e filosofia, avrebbero dovuto lottare contro il fascismo anche prima che questo arrivasse all'assassinio di Matteotti. Bisognava rinunciare all'intellettualismo inerte. Bisognava scender nell'arena politica, alleandosi con tutti coloro che combattevano il fasci676 BiblotecaGino Bianco

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==