Carlo e N_ello Rosselli Nello, né Rossi erano massoni. Mentre i fascisti andavano alla caccia dei massoni, i tre amici continuavano il loro lavoro. Nel giugno, Ernesto Rossi, denunciato da una spia, dové rifugiarsi in Francia. Nella notte del 14 luglio 1925, l'autore di queste pagine, dopo essere stato in carcere per alcune settimane a causa del Non mollare, fu liberato. Mentre lasciava la prigione, qualcuno gli mormorò di non andare a dormire a casa, perché le vicinanze erano sorvegliate dai fascisti. Andò .. a cercare ospitalità per la notte dai Rosselli. C'era in casa solamente una donna di servizio, che gli dette asilo. All'alba egli andò a cercare ricetto altrove. Un cameriere, che non dormiva in casa Rosselli, informato della vi• sita, fece la spia. Nella notte successiva i fascisti invasero la casa. Notando alcuni cappelli da uomo nell'entrata pensarono che Carlo e Nello fossero in casa. Li cercarono ovunque, revolver alla mano. Non trovando nessuno, sfracellarono il mobilio in tutte le stanze. Gli austriaci, quando nel 1849 occuparono Venezia dopo una rivoluzione e un assedio, perquisirono la casa del nonno materno dei Rosselli, ma non la devastarono. L'uso di saccheggiare e metter a fuoco case private, stamperie, sedi di organizzazioni operaie, biblioteche popolari, è stato introdotto per la prima volta dai fascisti nelle lotte politiche italiane. Nel settembre del 1925, il Non mollare pubblicò alcuni estratti dagli atti dell'inchiesta del Senato sull'affare Matteotti, dai quali risultava che uno degli accusati, Cesare Rossi, capo dell'ufficio stampa di Mussolini, accusava Mussolini di avere ordinato l'assassinio. I fascisti di Firenze reagirono assalendo sistematicamente i massoni e quelli che erano in fama di essere tali. Per una settimana la città fu il teatro di una selvaggia caccia all'uomo. Nel pomeriggio e nella notte dal 3 al 4 ottobre le botteghe e gli studi di circa quaranta commercianti, avvocati, ragionieri noti come massoni e le case delle persone sospette di distribuire il Non mollare furono saccheggiate. Di otto uomini si seppe che erano stati assassinati, ma non fu mai possibile accertare il numero totale delle vittime. Da Firenze l'ondata di violenza si propagò rapidamente nei paesi vicini. La villa del Gran Maestro della massoneria fu incendiata. · Carlo e Nello erano sulla lista delle persone destinate a morire. Dovettero la vita al fatto che erano per caso assenti da Firenze. I fascisti, informati della loro assenza, si sfogarono tempestando con revolverate le finestre della loro casa. Ora che la pubblicazione del Non mollare produceva cieche rappresaglie contro innocenti, nessuno si senti piu in diritto di continuarla. Subito dopo il pogrom di Firenze, Rossi ritornò da Parigi in Italia a riprendere la lotta sotterranea contro la dittatura. Il nome Rossi è assai comune in Italia, e lui contava su questo fatto per sfuggire alla polizia. Andò direttamente a Roma, partecipò a un esame di concorso al Ministero dell'Istruzione per l'insegnamento dell'economia politica negli istituti tecruc1, riesd primo in graduatoria, e fu nominato insegnante all'istituto tecnico di Bergamo. Qui c'erano due altri professori che portavano il suo 678 BiblotecaGino Bianco
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