Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Cado e Nelio Rosselli tivamente quieto. Ma le esperienze di quei mesi ebbero una influenza decisiva sulla sua formazione morale. Fino allora non aveva conosciuto che la vita delle classi agiate. Partecipando alle fatiche dei suoi soldati, egli imparò ad ammirare e rispettare la semplice e forte umanità della povera gente. Ritornato alla vita reale, dopo essere vissuto in contatto con la vita del popolo, non sapeva, non voleva piu adattarsi alla vita mondana. Nello fece il servizio militare nel 1919. Anche lui, vivendo coi soldati, sperimentò una crisi analoga a quella di Carlo. I due fratelli soffrivano della stessa inquietudine, e cercavano di superarla insieme. Sebbene educati nello stesso ambiente, dalla stessa madre e nelle stesse scuole, essi erano assai diversi per temperamento. Carlo aveva una vitalità esuberante che si esprimeva in un'attività senza riposo. Nello aveva un'indole quieta, serena, contemplativa. Carlo passava senz' altro dal pensiero ai1'2zione, salvo a ritornare sui suoi passi non appena riconosceva di avere errato. Nello esaminava il pro e il contro ed era lento a decidersi, ma presa la sua strada procedeva con volontà incrollabile. I due fratelli si completavano e questo spiega perché erano cos1 profondamente devoti l'uno all'altro. La città di Firenze, in cui Carlo e Nello vivevano e fecero i loro studi, fu nel 1919 e 1920 agitata da scioperi, tumulti e tutte le altre manifestazioni del disordinato dopoguerra. Dal 1921 in poi, essa fu teatro dei piu brutali episodi di quella guerra civile, che portò Mussolini al Governo. Nella tempesta di quegli anni, Carlo e Nello non furono attirati né dai partiti conservatori, che avevano fatto male la guerra e peggio la pace, né dai partiti rivoluzionari, che accumulavano spropositi su spropositi - non ultimo quello di ostentare grossolani sentimenti antinazionali -, né dai fascisti, che predicavano e praticavano l'assassinio come arma normale di lotta politica. Nel loro disorientamento morale, i due fratelli si domandavano spesso a che cosa aveva servito la guerra e se il loro fratello maggiore aveva sacrificato la vita a un vero o a un falso ideale. Essi non erano soli nel loro tormento. Molti altri della loro generazione si facevano le stesse domande, analizzando la guerra mondiale con criteri che non erano piu quelli degli uomini che vi avevano partecipato e vi erano morti. Quell' analisi diventava rapidamente una svalutazione. La madre indovinò istintivamente quel che avveniva nelle anime dei suoi cari. Essa credeva sempre che Aldo non era morto invano, ma aveva contribuito a creare un'Italia migliore e piu felice. Da questo conflitto fra i suoi sentimenti e quelli dei suoi figli, derivò un suo libro: Fratelli minori. I fratelli minori erano non solamente Carlo e Nello, ma tutti coloro, i cui fratelli maggiori erano andati al fronte convinti di lottare per una causa giusta e non erano piu tornati. I fratelli minori erano tutti quelli che, invece di continuare l'opera dei caduti, si volgevano a poco a poco verso altri ideali, e rendevano vano il sacrificio dei piu anziani. La guerra aveva lasciato un vuoto che i fratelli minori non sapevano come riempire. 674 BiblotecaGino Bianco

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