Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Proporzionale e suffragio universale loro azione può provocare negli elettori. Il suffragio universale è, in condizione normale, la migliore cura preventiva contro le crisi rivoluzionarie: costringe le classi dirigenti a star sempre sul chi vive per non essere spazzate via da una ventata di malcontento di cui esse ignorino le cause e la gravità; e permette al malcontento di incanalarsi e manifestarsi per vie legali. Una elezione a suffragio universale è una rivoluzione abortita. A una sola condizione: che le classi dirigenti sappiano leggere nel libro della realtà: si rendano conto della inquietudine, ne facciano la diagnosi, ne intraprendano la cura. Se le classi dirigenti non capiscono nulla, se si limitano a spaventarsi ciecamente della inquietudine che si manifesta attraverso il suffragio universale, se invece di correggere la causa combattono i sintomi, se invece di fare l'esame dei proprii. errori si lamentano del suffragio universale, allora il suffragio universale non rimedia a nulla, anzi aggrava il male. Ma allora la causa del n1ale è la stoltezza delle classi dirigenti, non il registratore attraverso cui si rivelano le conseguenze di quella cecità. Nel 1919, la inquietudine prodotta dalla guerra trovò nel diritto elettorale, esteso a tutti i cittadini alla vigilia della guerra, la via legale per manifestarsi. La rappresentanza proporzionale limitò, per quanto era possibile, gli effetti della inquietudine generale. Se non fosse stata introdotta nel 1919 la proporzionale, se le elezioni fossero state fatte a collegio uninominale, non sarebbero stati eletti nell'Italia settentrionale e centrale che deputati socialisti e popolari: i candidati liberali erano ovunque in minoranza, e si salvarono solamente grazie alla proporzionale. Ma la incapacità di vedere la realtà è cosf profonda, è cos1 inguaribile, in tutti i gruppi della classe dirigente italiana, che questi attribuiscono alla proporzionale i loro disastri elettorali del 1919, mentre la proporzionale li salvò da un disastro ben piu generale. Oppure attribuiscono i loro guai al suffragio universale, invece di attribuirli al malcontento prodotto nella grande maggioranza del Paese dalla guerra - condotta diplomaticamente e militarmente troppo male! -, e dalla crisi del dopo guerra (svalutazione della moneta, disordine criminoso nella concessione dei premi di smobilitazione e pacchi vestiario e nelle visite ai mutilati e nella concessione delle pensioni, proteste nazionaliste per le ·delusioni dalmatiche, nuove minacce di guerra per la spedizione dannunziana di Fiume). A questo malcontento, il suffragio universale dette uno sfogo non rivolu- . . z10nano. La Camera uscita dalle elezioni del 1919, e quella uscita dalle elezioni del 1921, non seppero dare nessun Governo degno di questo nome. Quelle Camere furono elette con la rappresentanza proporzionale. Dunque, via la proporzionale. Cum hoc, ergo propter hoc! Ma la origine di quei disordini parlamentari fu ben piu profonda che la proporzionale. Fu il malcontento prodotto dalla guerra e dal dopo guerra la causa profonda della paralisi parlamentare. Spazzato via il vec665 Bibloteca Gino Bianco

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