Proporzionale e suffragio universale contrapporre D'Annunzio a Mussolini, mi fecero vedere la esperienza Mussolini come la meno scellerata che in quel momento fosse possibile in Italia. Quella prova non doveva essere avversata per partito preso, ma si doveva sperare che l'uomo, secondato al Governo da persone di buona volontà, arrivasse a ricondurre il Paese almeno a una forma di vita non ferocemente disordinata. Quel barlume di speranza durò poco. Le infami stragi di Torino nel dicembre 1922 e de La Spezia nel gennaio 1923 fecero cadere ogni illusione in chi avesse occhi per vedere, e cuore per sentire, e onore per vergognarsi. Non aspettai il 3 gennaio 1925, come fecero certi ".fiancheggiatori," per prendere posizione. Presi posizione nel gennaio 1923. E tutto quanto avvenne dopo mi confermò nel mio modo di pensare. Sui primi di agosto del 1925, quando lasciai l'Italia, conversando a Milano con Fausto Pagliari (che mi ha ricordato quelle mie parole nel 1947), dissi: "Questa è una malattia molto lunga, e finirà in una guerra disastrosa per l'Italia." Ma nella primavera del 1926, in Londra, a una signora inglese, che mi domandava quando gli italiani si sarebbero liberati da Mussolini, risposi: "Fra dieci anni: cinque per capire quel che è avvenuto, e cinque per trovare la via di uscirne." Sbagliavo di dieci anni. Difficile è il mestiere del profeta! Proporzionale e suffragio universale 1 Coloro che vedono nella rappresentanza proporzionale la causa della crisi politica italiana, trascurano di osservare che gli effetti della proporzionale si combinarono, in Italia, nel 1919, con gli effetti di due altri grandi avvenimenti: il suffragio universale e la guerra. Il suffragio universale era entrato nella vita italiana in grazia di una sorpresa parlamentare. Giolitti nel 1911 aveva bisogno di non avere ostili i socialisti, o per lo meno di spezzarli in due tronconi paralizzantisi a vicenda, in previsione della guerra libica. Il suffragio universale fu offerto da Giolitti improvvisamente, quando pochissimi socialisti lo domandavano sul serio, e i piu avrebbero preferita una riforma, che facilitasse l'acquisto del diritto elettorale ai soli operai dell'Italia settentrionale. La riforma radicale di Giolitti fu come un pranzo offerto alle otto di mattina. Cadde come un bolide in un Paese impreparato. Ma non poteva essere ri1 Da "La Rivoluzione Liberale," IV, n. 5, 1° febbraio 1925 (numero dedicato alla Commemorazione della proporzionale), a firma "Gaetano Salvemini." Il 20 dicembre 1924 Mussolini aveva presentato un disegno di legge con cui si ristabiliva il suffragio uninominale. [N.d.C.] 663 Bibloteca Gino Bianco
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