Dove va il mondo? una nuova epidemia di scioperi senza capo e senza coda, e lo scoppio di un rivoluzionarismo altrettanto sconclusionato quanto quello del 1919, ma educato dall'esempio fascista ad una sistematica pratica di violenze e di vendette sanguinarie; oppure b) la conservazione di tutti i fondamentali privilegi borghesi (industriali, agrari, burocratici), che il regime fascista ha ereditato e conserva dal precedente regime pseudo-democratico, a cui si aggiungerebbe la restaurazione nei loro privilegi delle vecchie oligarchie pseudo-socialiste, sostituite alle corporazioni fasciste, o piuttosto combinate con esse, non appena accettino di sostituire la bandiera socialista alla bandiera fascista (cioè di votare per i candidati socialisti), il che per moltissime non sarebbe che il ritorno all'antico; oppure e) le due precedenti eventualità, combinate insieme, come avvenne in piu tenui proporzioni durante il 1919. Fino a quando non vi sia la certezza, o almeno una sufficiente probabilità, che da noi il ritorno a sinistra significhi la instaurazione di un regime, che sia democratico sul serio, e non ci riconduca alle prevaricazioni pseudo-democratiche dell'anteguerra, o agli isterismi pseudo-rivoluzionari del dopoguerra, è desiderabile che il regime fascista continui, bene o male, e magari piu bene che male, a tenersi su. Perché fra Mussolini e tutti i suoi possibili successori attuali, non c'è da esitare. È preferibile il primo:, 1) perché rende impossibile il ritorno di tutti i vecchi commedianti parlamentari, e dissolve molte delle vecchie oligarchie pseudo-democratiche; 2) perché tenendo a pane ed acqua gli elementi autentici di sinistra, che non gli si arrendono, li costringe a fare il loro esame di coscienza e a rivedere i programmi e le tattiche dei loro partiti; 3) perché dà il tempo alle vecchie cariatidi democratiche di uscire dalla circolazione e lasciar via libera a una nuova generazione non compromessa nelle prevaricazioni antiche; 4) perché rieduca il nostro Paese al bisogno delle libertà politiche, privandolo non solamente a fatti, ma quel che è piu educativo, a parole, di quelle libertà, le quali sono come l'aria: se ne sente la necessità solamente quando comincia ad essere negata o misurata. Perciò i democratici sul serio dovrebbero applicarsi, oggi, in Italia, non solo a resistere al fascismo, ma anche a combattere con altrettanta intransigenza quegli pseudo-democratici, che si atteggiano a successori del fascismo, disposti pur di liberarsi nella Camera da Mussolini, a regalarci nel Paese un nuovo governo "democratico": per esempio un ministero Orlando-Bonomi-Facta-Gasparotto-Carnazza, ecc. ecc. Il guaio è che il regime fascista minaccia di sfasciarsi con troppa rapidità. BiblotecaGino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==