Memorie di un fuori:scito tanti professori universitari francesi sotto la dittatura di Pétain, si è portati ad una certa indulgenza verso gli insegnanti italiani. Anche negli Stati Uniti, o meglio an quelle università degli Stati Uniti, le cu1 autorità non resistettero con la dovuta energia alla ondata anticomunista succeduta alla Seconda guerra mondiale, non furono pochi gli insegnanti che prestarono i giuramenti non dignitosi che erano loro imposti. Ma nel 1931 gli insegnanti universitari italiani erano i primi a dover passare attraverso quella prova. E quella prova sollevò maggior scandalo non solo · perché pochi la sostennero, ma perché era la prima volta che veniva sostenuta. Quel misero numero di tredici, e non piu, refrattari rappresentò un grande successo per Mussolini, e un grande disastro morale per noi antifascisti all'estero. Sentimmo di aver perduto una battaglia campale. Cosf si chiuse quella maledetta annata. 14. Ritorno zn America Il 1932 ci dette finalmente un po' di tregua. Nella primavera di quell' anno, in una visita a Londra, ebbi la gioia di riabbracciare Nello Rosselli, che lavorava nel Record Office per la sua storia delle relazioni fra Inghilterra e Regno di Sardegna dal 1814 al 1847. Quante ore buone passammo insieme! Mi fece promettere che in caso di bisogno mi sarei rivolto a Carlo per aiuti finanziari, e lui avrebbe rimborsato il fratello. Non rividi piu quel mio alunno diletto. Nell'autunno del 1932 ritornai negli Stati Uniti per le solite ragioni alimentari. Questa volta ero impegnato da Yale University, nella città di New Haven (Connecticut), dall'ottobre al marzo; altri 5.000 dollari; altri due anni di vita. Godetti anche qui di felicità completa, in una stupenda biblioteca, fra colleghi cortesi e generosi, e alunni volonterosi e riconoscenti, con alcuni dei quali sono rimasto legato da affettuosa amicizia. Mentre insegnavo a Yale, i giornali annunziarono che Mussolini aveva avuto la generosità di commemorare il decennale della Marcia su Roma concedendo una amnistia che il Popolo d'Italia (17 novembre 1932), glorificò come "la clemenza del regime verso un gruppo di fuorusciti," "la magnanimità del regime." Prima che questa clemenza scendesse dal cielo, si parlava in Italia di "amnistia" solamente quando venivano annullate condanne per reati politici; quando erano condonate pene per reati comuni, si parlava di "indulto." La "amnistia" del novembre 1932 rimescolava insieme condannati. politici e condannati comuni, condonando per tutti cinque anni; chi doveva fare trenta anni di carcere ne avrebbe fatti venticinque. Fu ufficialmente affermato che sarebbero stati liberati dai 15 ai 19 mila condannati per reati comuni; dei 1.656 condannati per reati politici, 639 sarebbero stati liberati; 1.017 sarebbero rimasti in carcere. Secondo una 654 BiblotecaGino Bianco
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