Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Memorie di un fuoruscito I guai non erano finiti. L'8 ottobre 1931 fu pubblicato in Italia un reg10 decreto che obbligava gli insegnanti universitari a giurare fedeltà al regime fascista ed a formare cittadini attivi e devoti al Paese e al regime fascista. Pio XI aveva nella enciclica Non abbiamo bisogno, del 29 giugno 1931, condannato la statolatria fascista, ma aveva ammesso che l'appartenenza al Partito fascista e il giuramento di fedeltà erano per infinite persone condizione necessaria per le loro carriere, per il pane quotidiano, e per la loro stessa vita; perciò autorizzava coloro che erano già membri del partito, a fare innanzi a Dio, nelle loro coscienze, qualche riserva mentale, come per esempio: "salve le leggi di Dio e della Chiesa," oppure "in accordo coi doveri di un buon cristiano" - col fermo proposito di rendere esplicita la riserva in caso d~ bisogno. A chi fosse in avvenire chiamato a prestare il giuramento fascista, non aveva nulla da dire: se la cavassero come meglio sapessero. Ora che quel caso di coscienza si presentava ex novo ad insegnanti universitari, cioè ad uomini che dovevano sapere quel che facevano, Pio XI fece pubblicare dall'Osservatore Romano del 4 dicembre 1931 un comunicat~ ufficiale, secondo il quale il giuramento poteva essere prestato perché esso non obbligava ad educare alunni fedeli al "regime fascista," ma bens1 fedeli "al suo re e ai suoi reali successori"; motivo per cui esso era equivalente a un giuramento di fedeltà prestato al "Governo dello Stato"; beninteso che tale fedeltà doveva essere sottintesa con la solita riserva inespressa per i diritti di Dio e della Chiesa. Pio XI perdette una bellissima occasione, se non di farsi onore parlando, almeno di non disonorarsi tacendo. Noi, all'estero, ci aspettavamo che almeno una cinquantina di insegnanti rifiutassero il giuramento, e facevamo fra noi i nomi probabili: pensavamo che Mussolini si sarebbe tirato indietro, se avesse preveduto una larga · resistenza. Invece i resistenti non furono che tredici ! 24 Fra essi vi trovai con gioia e orgoglio il nome di Antonio De Viti De Marco, economista, mio grande amico per venti anni e condirettore dell'Unità per un anno, durante la Prima guerra mondiale; ma nessun altro economista! Dei professori di diritto costituzionale, uno solo: tutti gli altri eran pronti ad insegnare ora il diritto costituzionale fascista come ieri insegnavano diritto costituzionale... costituzionale. Due professori di diritto ecclesiastico, uno di storia delle religioni, uno di lingue semitiche, uno di storia antica (cattolico praticante, che non si era lasciato convincere da Pio XI), si avvicinavano ai terreni proibiti, e avevano deciso di non fare una concessione condannata dalle loro coscienze; un professore di filosofia, che poteva cadere in 24 Essi furono: Ernesto Buonaiuti; professore di storia del cristianesimo; Mario Carrara, cli antropologia criminale; Gaetano De Sanctis, di storia antica; Antonio De Viti De Marco, di scienza delle finanze; Giorgio Errera, di chimica; Giorgio Levi Della Vida, di lingue semitiche comparate; Piero Martinetti, di filosofia; Bortolo Negrisoli, di chirurgia; Francesco Ruffini, di diritto ecclesiastico; Edoardo Ruffini Avondo, di storia del diritto; Lionello Venturi, di storia dell'arte; Vito Volterra, di fisica matematica. Ad essi va aggiunto Giuseppe Antonio Borgese, assente dall'Italia, che rifiutò il giuramento, quando, qualche tempo dopo, gli fu richiesto. 652 BiblotecaGino Bianco

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