Memorie di ttn fuoruscito Quella connivenza evidente del Governo, della polizia e della magistratura francese, con gli assassini antifascisti poteva essere spiegata in un modo solo: la Francia intendeva impedire all'Italia di godere in pace la felicità di essere governata dal piu grande genio di tutti i tempi; ma la Francia l'avrebbe pagata cara. Le conseguenze del groviglio costruito da Menapace furono gravi per Berneri. Uscito di prigione in Belgio, tornò in Francia, perché gli fosse rifatto il processo: la pena gli fu raddoppiata. Amnistiato il 14 luglio 1931, fu espulso come anarchico pericoloso. Ma era espulso anche dal Belgio, dall'Olanda, dal Lussemburgo, dalla Germania, dalla Svizzera. Passò per cinque anni da "clandestino" a "detenuto" e viceversa, messo ovunque in prigione per avere violato il divieto di espulsione, e di nuovo espulso, e di nuovo messo in prigione nel Paese verso il quale era stato espulso. Finalmente ci fu un Paese che non lo espulse: la Spagna del 1936; ma qui nel maggio 1937 fu assassinato dai comunisti. Nella notte precedente a quella in cui fu assassinato, scrisse alle sue bambine una lettera, che dà tutto lui: Mi sono offerto di stare alzato per lasciare gli altri andare a dormire, e tutti hanno riso ·dicendo che non udrei nemmeno il cannone [era affetto da leggera sordità]. Ma poi ad uno ad uno erano andati a nanna. Ed io veglio, per tutti, lavomn;do per coloro che verranno. È l'unica cosa bella interamente. Piu assoluta dell'amore, e piu vera deija realtà stes~a. Che cosa sarebbe l'uomo senza questo senso del dovere, senza questa commozione di sentirsi unito a coloro che furono, ai lontani ignoti e ai venturi? Delle volte penso che questo senso messianico non sia che un'evasione, non sia che la ricerca e la costruzione di un equilibrio, di un'economia che, mancando, ci precipiterebbe nel disordine e nella disperazione. Comunque sia, è certo che i piu intensi sentimenti sono i piu umani. Ci si può illudere su tutto e su tutti, ma non su quello che si afferma con la coscienza morale. Se mi fosse possibile salvare Bilbao con la mia vita, non esiterei un attimo. Questa certezza non me la leva nemmeno il filosofo il piu sofistico. E questo mi basta per sentirmi uomo, e mi consola di tutte le volte che sono al di sotto di me stesso piu della stima dei migliori, e dell'affetto delle creature che piu amo e stimo. Quanto sopra è di una solennità un po' ridicola per chiunque non viva qui. Ma forse un giorno, se potrò parlarvi di questi mesi, capirete.21 È terribile pensare che anche dopo la sua morte la calunnia abbia continuato ad adombrare la sua memoria. Eppure debbo confessare che, per quanto io non abbia mai messo in dubbio la sua probità e buona fede, rimasi irritato contro lui per il pasticcio Menapace, che avrebbe potuto portare a conseguenze funeste se Menapace lo avesse combinato con maggiore intelligenza. Mi sentii ferito nella mia amicizia dal segreto che aveva tenuto con me sulle sue relazioni con Menapace, e interruppi con lui ogni rapporto. 21 Camillo Bemeri fu ucciso il 5 maggio 1937. La lettera fu scritta nella notte dal 3 al 4, e indirizzata alla maggiore delle figlie, Maria Luisa. Il testo di essa, pubblicato per la prima volta in: CAMILLOBERNERI, Pensieri e battaglie, edito a cura del Comitato Camillo Berneri, Paris 1938, pp. 278-81, era già stato parzialmente riprodotto dallo stesm, SALVEMINnI ello scritto Donati e Bcrneri, apparso nel "Mondo" del 2 maggio 1952. 637 Bibloteca Gino Bianco
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