Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Memorie di un fuoruscito Ed ecco che il 26 dicembre fu arrestato Berneri a Bruxelles, e il 30 dicembre furono arrestati Rosselli, Tarchiani, Cianca e il contubernale di Cianca, Sardelli, a Parigi. E i giornali furono allagati da complotti terroristici, uno piu spaventevole dell'altro! Berneri quando era stato arrestato, portava sulla persona una pistola e cinque fotografie di Rocco, ministro della Giustizia del Ministero Mussolini, che doveva fare a Bruxelles una conferenza il 27 dicembre. Berneri e i suoi complici avevano anche preparato un attentato contro la famiglia reale belga, che si apprestava a partire per Roma, dove la principessa Maria José del Belgio doveva sposare l'erede al trono italiano; i regicidi sarebbero partiti da Bruxelles sul treno che avrebbe preceduto il treno reale e avrebbero aspettato alla stazione di Milano l'arrivo dei belgi per subissarli sotto un uragano di bombe. Come anticipo, il 27 dicembre una bomba in una banca di Juanles-Pins produsse notevoli danni materiali. Il 6 gennaio 1930 la polizia francese scopd in una capannuccia, a Le Cannet (vicino a Cannes), un arsenale di oggetti rubati e una provvista di esplosivi. Gli italiani arrestati in quella tana ammisero di essere ladri, ma uno di essi, chiamato Mastrodonato, rivelò che un certo Gatti gli aveva affidato quegli esplosivi, vantandosi di essere stato lui a lanciare il 1 ° settembre 1929 nelle vicinanze di Nizza, quella bomba che aveva ucciso due persone e ne aveva ferito due. Gli esplosivi scoperti dovevano far saltare la famiglia reale italiana. Un altro anarchico arrestato nella capanna si chiamava Lussu, ed era cugino di quell'Emilio Lussu che era fuggito da Lipari con Rosselli e Fausto Nitti. Questo non era niente. Il 13 gennaio in Ginevra, nella sede della Società delle nazioni, una bomba avrebbe dovuto essere lanciata contro il ministro degli Esteri fascista, Grandi; Berneri era stato a Ginevra alla fine di novembre 1929 ad ispezionare i luoghi, e uno specialista era stato assoldato a Chicago, al prezzo di 2.000 dollari, perché lanciasse la bomba. Al centro di quel gigantesco sistema terroristico, c'erano gli evasi da Lipari ed i loro soci. Infatti, a Parigi, nell'appartamentino di Cianca e Sardelli fu trovato un congegno voluminoso e sospetto, che portava l'indirizzo di Tarchiani, e sotto il divano c'era un pacco contenente cheddite. Ben presto la gran bolla di sapone cominciò a sgonfiarsi. Carlo Rosselli fu messo in libertà perché contro di lui non c'era nulla, assolutamente nulla. Il congegno voluminoso e sospetto, che portava l'indirizzo di Tarchiani, era niente altro che un motore a benzina col quale non si poteva eseguire verun attentato a base di bombe contro nessuna famiglia reale di questo mondo. Tarchiani l'aveva acquistato quando preparava l'evasione da Lipari e, non avendolo usato, lo aveva depositato presso Cianca. Ma la cheddite era cheddite, non c'era che dire. E data la contiguità nella stessa stanza della cheddite e del motore a benzina, era naturale che Tarchiani diventasse contiguo in carcere con Cianca e Sardelli. Carlo Rosselli ed io dovevamo prima di tutto accertare come diavolo 633 Bibloteca Gino Bianco

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