Memorie di un fuoruscito avrebbe operato in Italia come delegata della Concentrazione, e questa sarebbe rimasta padrona del campo fra gli emigrati. Ma stava il fatto che una nuova organizzazione nasceva, la quale non si confondeva con i partiti tradizionali - e questo provava che in questi qualcosa non contentava piu i nuovi venuti. Le inquietudini della Concentrazione crebbero quando un gruppo di repubblicani, seguendo Facchinetti e Rossetti, si staccò dalla Com:entrazione e fondò un gruppo intitolato Giovine Italia e si confederò con Giu- · stizia e Libertà. Ma per il momento nulla apertamente turbò le acque. Non intendo farmi bello delle penne del pavone. Vivendo quasi sempre in America, presi poca parte alle attività concrete di Giustizia e Libertà: facevo il "padre nobile," cioè davo le mie opinioni quando me le chiedevano, e procuravo denaro in America e in Inghilterra. Come era naturale, dopo l'arrivo a Parigi degli evasi da Lipari, le bombe si dettero a imperversare peggio di prima. Il 19 settembre sulla Grande Corniche, presso Nizza, una bomba uccise due persone e ne fed due; l'autore, ignoto, aveva avuto l'accortezza di gettar la bomba sulla folla dopo che l'automobile delle autorità fasciste era passata. Un'altra bomba fu messa il 27 ottobre 1929 nell'entrata di un caffè a Cannes. Niente vittime, ed al solito, autore ignoto. Come mai il Governo francese consentiva che delitti di questo genere avvenissero, senza espellere dalla Francia gli autori - o meglio i veri responsabili, cioè gli eccitatori degli autori? Il Lavoro fascista scrisse solennemente: Il nuovo attentato di Cannes è una riprova della debolezza del Governo francese nei riguardi di questi criminali senza legge morale e senza pietà che disonorano il suolo francese (29 ottobre 1929). E La, Tribuna: La conclusione che dobbiamo trarre da questo doloroso nuovo incidente francoitaliano - e veramente il piu grave fra tutti - è che le piu autorevoli correnti politiche francesi non tengono veramente all'amicizia franco-italiana, alla quale tutti ·noi - e di che cuore (!) - abbiamo cercato di contribuire con ogni (I) mezzo che fosse a nostra disposizione. E Il Resto del Carlino: Siamo alle solite. Tutte le volte che un at~entato dimostra a luce meridiana che Parigi è il centro dell'organizzazione fuoruscita, che è nell'ambiente dei fuorusciti che si meditano e si perfezionano e si attuano le gesta criminose, che hanno destato, anche in questi ultimi giorni, l'indignazione e l'orrore di tutto il mondo civile, la stampa francese, di fronte alle rimostranze e alle proteste del popolo italiano, pienamente solidale, avanza le consuete tesi e le solite eccezioni. Si dice che la Francia non può venir meno alla tradizionale ospitalità di cui beneficiano esuli e profughi di tutto il mondo, a quel diritto di asilo, che è una antica consuetudine. È possibile confondere il diritto di asilo con la tolleranza cosi largamente dispensata a persone che congiurano, che ordiscono attentati contro i loro connazionali e, perfino, contro l'Augusta persona del Principe Ereditario? (29 ottobre 1929). 632 BiblotecaGino Bianco
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