Memorie di ttn fuoruscito cura Roberto Bolafiio, io spiegai lo scopo di Giustizia e Libertà. Uno scritto del 1932 non può far testo per il pensiero di Giustizia e Libertà quale era nel 1929. Ma io sono certo di avere in quello scritto riprodotto fedelmente il pensiero degli amici che erano al centro quale era nel 1929 e quale era tuttora nel 1932; né alcuno di essi fece obiezioni, nel 1932, quando il mio scritto usd a New York. Beninteso che non pretendo di avere dato con esattezza matematica il pensiero di tutti: cercai di riprodurre con la massima fedeltà possibile tutte le linee essenziali di quel pensiero, quale· nmase finché Carlo Rosselli fu vivo. G. e L. e i partiti politici. - Giustizia e Libertà non è un partito, e non pretende sostituire nessuno dei partiti politici tradizionali. Giustizia e Libertà è un'organizzazione di lotta rivoluzionaria antifascista in Italia, e raggruppa a questo scopo in Italia gli uomini di tutti i partiti di sinistra, e gli uomini fuori partito, purché di idee democratiche e repubblicane, che sono disposti a mettere a rischio la vita per la lotta rivoluzionaria contro la dittatura fascista. Uno può essere anarchico, socialista, repubblicano, ma può essere obbligato alla inazione dalle necessità della propria famiglia, da malattie, dagli anni, dal suo stesso temperamento alieno dalla lotta e dai pericoli. Gli anarchici, i socialisti, i repubblicani sono molti, ma quelli disposti a mettersi allo sbaraglio in Italia sono pochi. È molto se è possibile metterne insieme un centinaio in una grande città, qualche decina in una delle città minori, due o tre in un centro rurale. Vi sono poi molti giovani, che sono arrivati a maturità sotto la dittatura fascista, dopo che tutti i partiti erano stati sbandati. Non sono iscritti e non vogliono per ora iscriversi a nessun partito; ma sono pronti a partecipare ai pericoli della lotta contro il fascismo. Questi uomini, che in tutti i partiti e fuori di tutti i partiti formano una esigua minoranza - una vera e propria "compagnia della morte" che si batte nelle trincee piu avanzate e piu pericolose - non debbono rimanere in gruppi indipendenti. Debbono aiutarsi a vicenda. Debbono coordinare i loro sforzi contro il nemico comune. Debbono tenersi affiatati gli uni agli altri. Non hanno tempo e non hanno voglia di discutere quel che sarà l'Italia dopo che la dittatura fascista sarà abbattuta. Noi, ·che siamo all'estero, possiamo prenderci il lusso di tenere riunioni per discutere dell'avvenire. In Italia riunioni non se ne tengono: tre amici si trovano insieme per pochi minuti, si danno una parola d'ordine, si comunicano una notizia, e subito si dividono. In queste condizioni chi volete che pensi a discutere se l'anarchia è preferibile al socialismo o se il socialismo è migliore della repubblica? Oggi come oggi bisogna fronteggiare il nemico comune. All'avvenire provvederanno i partiti quando potranno riorganizzarsi. Mentre i partiti sono organizzazioni permanenti, Giustizia e Libertà è un'organizzazione provvisoria, che durerà finché durerà la lotta contro il fascismo. Caduto il fascismo, i gruppi di Giustizia e Libertà si scioglieranno, i partiti si ricostituiranno. In ciascuno di essi la maggioranza, che è oggi inerte, e la minoranza che è oggi attiva, si mescoleranno insieme per formare una massa omogenea. Ma finché dura la lotta, le maggioranze inerti in Italia non contano nulla. Spetta m Italia alle minoranze attive l'ufficio di agire. E l'azione deve essere condotta avanti in comune da tutte le minoranze attive sotto il segno di Giustizia e Libertà. Giustizia e Libertà ha pubblicato un programma. E alcuni si sono spaventati di questo programma, quasi che esso riveli in Giustizia e Libertà la pretesa di rendere inutili i partiti tradizionali, sostituendo un programma nuovo a quello di tutti i partiti. La verità è che il programma di Giustizia e Libertà vuole assicurare gli uomini, i quali espongono in Italia la vita nella lotta contro il fascismo, che essi non lavorano per ristabilire le istituzioni monarchiche ed oligarchiche che il fascismo ha distrutte, ma per creare una nuova Italia repubblicana, in cui il predominio economico e politico deve passare dalle vecchie classi dominanti, responsabili del fascismo, alle classi lavora630 Bibloteca Gino Sianco
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