Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Memorie di un fuoruscito Mi par difficile sfuggire alla persuasione che Bazzi aveva riguadagnato alla "Patria" il Vagliasindi, assai prima che Emanuele vi pensasse (nei servizi spionistici accadeva non di rado che la mano destra non sapesse quel che faceva la sinistra). Il fatto che Savorelli si sia aggregato nel 1927 al gruppo Bazzi, consente il sospetto che Bazzi, accogliendolo, sapesse bene con chi avesse veramente da fare.18 Ermanno Menapace era tipo assai piu complesso e pittoresco di Savorelli. Veniva da Voghera. Mostrava una trentina d'anni. Era alto, bruno, ben vestito, di modi raffinati, gioviale e sempre pronto ad aiutare generosamente gli amici in bisogno. Diceva di essere stato ufficiale del genio nell' esercito italiano; spinto dai suoi sentimenti rivoluzionari, si era dimesso dalla carica ed era venuto in Francia a dare una mano alla auspicata rivoluzione. Guadagnava premi come corridore motociclista e provvigioni nella vendita di automobili usate. Guido Miglioli garantiva per lui: aveva visto coi propri occhi gli assegni, che Menapace riceveva dalle case le cui automobili vendeva. Menapace portò a Parigi la notizia che sei autorevoli personaggi tedeschi dell'Alto Adige, rifugiati in Austria, erano pronti a provocare una rivoluzione nel loro Paese oppresso dai fascisti; ma prima volevano una dichiarazione, sottoscritta da Nitti, Sforza e don Sturzo, che promettesse all'Alto Adige la indipendenza. Nessuno nella Concentrazione antifasèista fece una ricerca metodica, per accertare se quei sei autorevoli personaggi esistessero, e se veramente avessero dato quell'incarico a Menapace. Nessuna ricerca metodica fu fatta per accertare dove vincesse Menapace le sue corse motociclistiche. C'era Miglioli, che garentiva per lui e questo bastava. A richiesta di Tarchiani, Ernesto Rossi raccolse su quel Menapace informazioni a Trento. Gigino Battisti le dette pessime. Ma Miglioli garentiva Menapace; e Menapace, pur tenendosi nell'ombra, aveva le sue entrature qua e là. Sul principio del 1928, la Concentrazione decise di fare in Germania una esposizione della stampa antifascista, per documentare le violenze, da cui erano stati oppressi i giornalisti antifascisti, e la lunga onorevole resistenza da essi opposta a quelle violenze. Io raccolsi in Inghilterra una somma notevole per le spese della impresa, e mandai a Parigi i documenti che possedevo su quell'episodio della storia italiana. C'era fra quei documenti una collezione completa del Non mollare di Firenze, e copie di altri Non mollare che erano stati pubblicati in altre città italiane ad imitazione di Firenze. Quel materiale prezioso fu consegnato dalla Concentrazione a Guido Miglioli, perché lo ordinasse per l'esposizione in Germania. Ermanno Menapace, che conviveva con Miglioli, fece sparire ogni cosa. E nel suo libro Tra i fuorusciti (pubblicato senza data, nel 1933, o giu di H, ts Avevo scritto queste pagine, quando mi è stato segnalato un libro: G. CIRILLO,\ Casi e cose... a me p11re sia andata cosi, Genova 1948, nel quale, a pp. 133-4, si legge che nel 1934 l'agente dell'Ovra in Barcellona, Santorre Vezzari, prese contatto con Roberto Vagliasindi, e quasi concluse il passaggio di quell'aiutante di D'Annunzio al fascismo, assumendo come nome di guerra quello di "Tarzan"; ma poi, minacciato, sarebbe ritornato in sé. Il Cirillo ammette di essere stato salariato dell'Ovra, ma pretende di aver fatto doppio gioco. [N.d.A.] 621 Bibloteca Gino Bianco

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