Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Memorie di un fuoruscito vellini: "Se per sostenere una tesi avete un argomento buono e uno cattivo, adoperate quello cattivo, perché l'altro non prende." A cominciare dal giorno seguente, l'impresario fece di me uno sgoverno, di cui conservo un ricordo orribile. Non avevo idea degli Stati Uniti, dove una distanza fra Lisbona e Berlino è come la via dell'orto. L'impresario mi sbatté in una notte da New York a Columbus (Ohio), poi nella notte successiva a Portland (Maine); poi da Boston (Mass.) a Montreal , (Canada), poi da Montreal a New York, facendomi viaggiare di notte e parlare di giorno, io che se non facevo dieci ore di sonno nel mio letto, senza interruzione, mi sentivo ridotto un cencio il giorno dopo. Come sopravvissi, non lo so. A Boston (Mass.), nel gioco delle domande e delle risposte che succedé alla conferenza vera e propria, mi fu domandato quale fosse la mia opinione sugli attentati alla vita di Mussolini (il piu recente era quello, simulato, di Anteo Zamboni, a Bologna).14 Risposi quel che realmente pensavo, cioè che non li approvavo: Mussolini - dissi - ammazzato in questo momento di grandi illusioni sui miracoli che ha fatti e che potrebbe fare per opera e virtu del suo genio sterminato, rimarrebbe nella storia come un uomo a cui sarebbe stato impedito di compiere chissà quale grande missione; era utile non solo al popolo italiano, ma alla intera umanità, che quella esperienza - per quanto tragica dal punto di vista italiano - si sviluppasse fino al fallimento finale; solo cos1 sarebbe servito d'insegnamento in Italia e fuori d'Italia; Mussolini non era degno di finire come Cesare: avrebbe dovuto finire come Nerone. Luigi Barzini, il capostipite della discendenza che allora negli Stati Uniti dirigeva un quotidiano fascista in lingua italiana, trionfò, dato che io avevo associato Mussolini a Cesare. La verità era che io lo avevo associato a Nerone, e l'esperienza doveva poi dimostrare che l'uomo non era capace di fare neanche la fine di Nerone; ché Nerone, vistosi perduto, volle che uno schiavo lo trafiggesse, non avendo la forza di trafiggersi da sé; invece l'Uomo della Provvidenza e di Pio XI si fece sorprendere travestito da soldato tedesco e nascosto sotto una coperta e accompagnato da due valigie pesanti circa 67 chili l'una, e piene di dollari, franchi, pesetas, lingotti d'oro, pietre preziose e gioielli, e aspettava che qualcuno venisse a salvargli la pelle. L'ultima prova la subii a New York, in una colazione alla Foreign Policy Association, di domenica. Si trattava di un debate, cioè una discussione fra due disgraziati, dei quali uno espone una tesi, l'altro la tesi opposta; dopo interviene il pubblico facendo domande all'uno e all'altro, cercando di imbarazzare l'uno o l'altro; e, applaudendo, tacendo, ridendo, mormorando, mostra se trova le risposte convincenti. 15 14 :L'attentato Zamboni ebbe luogo il 31 ottobre 1926 e fo pretesto al varo delle leggi eccezionali. Sulla responsabilità dello Zamboni, che fu linciato sul posto, sorsero molti dubbi, mai chiariti. 15 Il testo del dibattito è riportato in SALVEMINI, Opere, VI, vol. Il, pp. 248-270. [N.d.C.] 612 BiblotecaGino Bianco

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